02 Giu 2018
FRATTURE DA STRESS
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 02 Giugno 2018

Fratture da stress

Le fratture e le altre lesioni ossee da stress, costituiscono fino ad un sesto di tutte le lesioni sportive, e sono state riportate, praticamente, per tutte le ossa del corpo umano.

gif stress fractureSommario

Le fratture da stress sono una complicazione riconosciuta dell’intensivo allenamento atletico e militare. Le ossa sono più suscettibili alla frattura da stress quando sono indebolite dalla porosità legata al rimodellamento, una fase primaria nella risposta adattativa o rigenerativa dell'osso, ai cambiamenti dei modelli di carico o micro-danno.
La prevenzione è l'approccio di gestione più appropriato, che è meglio ottenuto attraverso graduali incrementi dell’allenamento, per massimizzare la forza muscolare e, in generale, la salute. Anche un'alimentazione adeguata, tra cui calcio e vitamina D, è importante. Mentre esami radiografici e risonanza magnetica possono essere utilizzati per rilevare la frattura da stress, la diagnosi clinica è normalmente adeguata. L'obiettivo del trattamento della frattura da stress è quello di ridurre temporaneamente i carichi sulla parte danneggiata per prevenire ulteriori micro-danneggiamenti, e consentire al tessuto osseo di rimodellarsi. Così il riposo, dalle attività stimolanti il dolore, rimane l'approccio d'intervento più efficace. La risoluzione clinica dei sintomi è la guida più affidabile per i tempi di ritorno all’allenamento. Il ritorno alla piena intensità di allenamento deve essere sapientemente graduato.

Incidenza

Le fratture e le altre lesioni ossee da stress, costituiscono fino ad un sesto di tutte le lesioni sportive e sono state riportate, praticamente, per tutte le ossa del corpo umano. Gli atleti maggiormente a rischio di frattura da stress sono i podisti, i saltatori, i ginnasti ed i ballerini, i quali sono più comunemente colpiti agli arti inferiori. Le fratture vertebrali da stress si verificano nel cricket, nel bowling e nei ginnasti, mentre le fratture da stress delle estremità superiori sono tipicamente riportate per i nuotatori, i vogatori e i giocatori di sport con la racchetta. L'incidenza delle fratture da stress agli arti inferiori tra le reclute militari è leggermente superiore rispetto a quella degli atleti, con tassi particolarmente alti riportati per le donne.

Eziologia

Il carico correlato all'allenamento causa un certo grado di deformazione (sforzo) nell'osso. L'osso presenta una capacità intrinseca di adattarsi ai cambiamenti nei modelli di deformazione (grandezza o tipo), per ridurre al minimo la deformazione eccessiva che può causare micro-danni. L’osso ha inoltre la capacità di riparare se medesimo. Ironia della sorte, alcuni processi di adattamento e riparazione possono aumentare, transitoriamente, il rischio di fratture da stress, come di seguito descritto. L'adattamento osseo avviene attraverso l'accelerazione della modellazione e/o del rimodellamento. La modellazione è una risposta cronica all’aumentato o diminuito carico, quando il tessuto osseo è depositato o rimosso per modificare la forma e/o la dimensione di un osso. L'aggiunta di tessuto osseo attorno al perimetro di un osso lungo aumenterà la sua resistenza alla flessione, ed è quindi una risposta adattativa all'esercizio che tenta di ridurre il rischio di fratture da stress. Il rimodellamento comporta il riassorbimento osseo seguito, con un certo ritardo, dalla deposizione di nuovo osso in sostituzione. Il processo di rimodellamento avviene continuamente per tutta la vita per mobilizzare il calcio per i numerosi processi fisiologici essenziali. Il rimodellamento è sovra regolato in una varietà di condizioni metaboliche, a seguito dell'esposizione a determinati farmaci e in risposta al micro-danneggiamento indotto dal carico. Il riassorbimento (da parte degli osteoclasti) agisce per rimuovere l'osso danneggiato, avvenuto il quale gli osteoblasti depositano l'osso di ricambio. Questa caratteristica di "auto-guarigione" dell'osso è un fenomeno notevole che mantiene l'integrità dello scheletro, ma il suo successo può essere compromesso da un carico eccessivo durante la fase di riassorbimento. Cioè, l'aumento iniziale della porosità, legata ad un aumento del riassorbimento, renderà un osso temporaneamente più debole, fino a quando l'osso di sostituzione sarà depositato e mineralizzato. Il carico inopportuno durante questa finestra di ridotta resistenza ossea può portare a maggiori micro-danni e alla coalescenza del danno, in una o più fratture da stress.

Fattori di rischio

Molti fattori sono stati implicati per contribuire al rischio di fratture da stress, ma spesso mancano prove di qualità a sostegno di tali affermazioni.

Le migliori evidenze disponibili suggeriscono che un cambiamento nell'allenamento, scarsa forma atletica e scarsa forza muscolare aumentano il rischio di fratture da stress.

Vi sono prove contrastanti che il sesso femminile, una bassa massa ossea, carenza di vitamina D nel siero, e ossa strette, predispongano alla frattura da stress.

Mentre resoconti aneddotici o risultati di studi di bassa qualità hanno suggerito: età, razza, piede piatto, piede cavo (arco alto), ginocchio valgo, disuguaglianza della lunghezza delle gambe, corpo alto e sottile, flessibilità ridotta, calorie inadeguate, calcio inadeguato, pregresso infortunio, alcol, fumo e corticosteroidi, sono tutti associati ad un aumentato rischio di fratture da stress, non esistono dati umani affidabili a supporto di tali affermazioni.

Diagnosi

I sintomi reali della frattura da stress includono dolia locale, dolore al carico, dolore con percussione diretta o indiretta, e presenza di dolore notturno. La conferma della diagnosi clinica attraverso indagini radiologiche può essere utilizzata per determinare falsi positivi e negativi, tuttavia la scintigrafia ossea trifasica con tecnezio-99 è generalmente molto sensibile alla frattura da stress. La risonanza magnetica (MRI) è ora considerata come la migliore valutazione per stabilire la severità della lesione grazie alla capacità di differenziare l'edema periostale e del midollo osseo; quest'ultimo è indicativo di una maggiore severità della lesione. Le radiografie standard e la TAC sono scarsamente sensibili ai fini della diagnosi.  L'ecografia è una metodica diagnostica inadeguata della ricerca di fratture da stress. In generale, l'anamnesi e l'esame clinico del paziente forniscono basi adeguate per la diagnosi. Le immagini possono anche essere fuorvianti in termini di recupero; quindi la risoluzione clinica dei sintomi fornisce la migliore guida per il ritorno all’allenamento.

Consigli di gestione

Poiché le fratture da stress sono in genere una conseguenza della normale risposta adattativa o protesica dell'osso al carico modificato, lo scarico (riposo) e il ritorno graduale all'allenamento rappresentano il metodo di trattamento più efficace nella maggior parte delle circostanze. I tempi di recupero variano a seconda della posizione della lesione, tenendo presente che le ossa corte guariscono più velocemente delle ossa lunghe, e che alcune aree sono maggiormente problematiche (ad es. tibia anteriore, collo del femore). Poiché vi sono alcune prove che i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e anche il paracetamolo sono controproducenti per la guarigione delle ossa, i farmaci antidolorifici dovrebbero essere, quando possibile, evitati. Ghiaccio, stretching, taping e massaggio non aumentano il tasso di guarigione. La prevenzione è senza dubbio il miglior approccio gestionale.

Le raccomandazioni per minimizzare il rischio di fratture da stress e promuovere il recupero sono le seguenti.

Prima di iniziare o modificare sostanzialmente l’allenamento:

  1. Assicurarsi che le vecchie lesioni siano state completamente guarite (in particolare se l'individuo è stato immobilizzato per un certo periodo di tempo).
  2. Migliorare la forza muscolare intorno alle ossa cronicamente caricate.
  3. Garantire un'alimentazione adeguata, calcio e vitamina D.

Durante l'allenamento:

  1. Aumentare gradualmente l'intensità (o le alterazioni) dell'allenamento nell'arco di 4-6 settimane, a seconda della natura del medesimo.
  2. Garantire una corretta tecnica per minimizzare l'impatto osseo.
  3. Correre inizialmente su superfici molto uniformi, come livello, erba corta o asfalto. Progredire su erba più alta, terreno morbido, sabbia e terreno irregolare, variando successivamente la superficie di allenamento.
  4. Mantenere una dieta alimentare con un minimo di 1000 mg/giorno di calcio e 800 UI/giorno di vitamina D.

Quando infortunati, fare:

  1. Al primo segno di disagio, riposo dalle attività che provocano il dolore alle ossa, e ripresa dell'attività che offende, solo quando non si ha dolore con il carico.
  2. Mantenere la forma aerobica con un esercizio che non sovraccarichi l'osso ferito.
  3. Riprendere l'allenamento gradualmente, ricominciare a intensità inferiore rispetto a quando ferito.
  4. Utilizzare tutori per le ossa lunghe, che potrebbero essere utili durante il ritorno all'allenamento.

Quando infortunati, non:

  1. Immobilizzare completamente la parte ferita.
  2. Impegnarsi in attività che generano dolore alla parte danneggiata.
  3. Impegnarsi in un allenamento di resistenza pesante della parte ferita.
  4. Non prendere farmaci antidolorifici, se evitabili.

Nuove avvertenze

Prove preliminari suggeriscono che gli ultrasuoni pulsati a bassa intensità possono migliorare la guarigione della frattura da stress. Anche la stimolazione elettrica o elettromagnetica può essere utile, ma sono necessari più dati.

Il beneficio di allenarsi a piedi nudi o con scarpe minimaliste richiede ulteriori indagini.
[N.d.r.: la pubblicazione di questo articolo risale al 2016 e, proprio in quell'anno, alcuni risultati sulla corsa a piedi nudi sono stati pubblicati. Leggi: CORSA A PIEDI NUDI ('BAREFOOT RUNNING')]

Informazioni sugli autori

Scritto per l'American College of Sports Medicine da Belinda R. Beck, Ph.D.
Citazioni: Beck B. Stress Fracture. Indianapolis, IN: American College of Sports Medicine; 2016.
Le basi della medicina sportiva ACSM sono dichiarazioni ufficiali dell'American College of Sports Medicine su argomenti di interesse generale per il pubblico. Riprodotto con il permesso dell'American College of Sports Medicine.

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Tratto da una pubblicazione, ora non più disponibile (momentaneamente?), a seguito del rifacimento del loro sito avvenuto il 22 mag '18 : http://www.acsm.org/home


Si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.