13 Ago 2018
IMPARARE GUARDANDO I MIGLIORI PODISTI DEL MONDO
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 13 Agosto 2018

Imparare guardando i migliori podisti del mondo

Un'analisi biomeccanica approfondita di quasi tutti i partecipanti ai campionati mondiali su pista, fornisce risultati inaspettati.

Lo scorso anno, ai campionati mondiali di atletica leggera di Londra, i ricercatori hanno avuto a disposizione 49 telecamere ad alta velocità montate tra lo stadio e l’esterno, sul percorso della maratona, per un grandissimo studio di biomeccanica condotto da un team della Leeds Beckett University. Ti sei mai chiesto le sfumature del lancio del martello - dovresti ruotare tre, quattro o cinque volte prima di rilasciare l'attrezzo? Allora la recente pubblicazione dei rapporti dettagliati su 38 singoli eventi sarà per te un tesoro di informazioni.

gif iaaf analysis 01Tra questi rapporti ci sono alcune pepite interessanti sui migliori corridori di distanza del mondo. Durante le maratone, che sono state organizzate su un percorso stradale a quattro corsie, i ricercatori hanno usato un sistema di quattro telecamere per osservare i sottili cambiamenti di ogni corridore, mentre gareggiava, nella falcata, nell’impatto del piede, negli angoli articolari e così via. Nelle gare su pista come i 10.000 metri, oltre a raccogliere dati biomeccanici, hanno analizzato, durante la gara, il ritmo di ogni corridore in intervalli di 100 metri.

Ecco alcuni punti salienti delle loro scoperte.
Impatto sul tallone. Uno dei principi fondamentali del movimento della corsa a piedi nudi/minimalista è che l'impatto sul tallone ti fa male. Ed è vero che gli studi su persone che crescono senza scarpe, in posti come il Kenya, mostrano una tendenza ad impattare sull'avampiede, o sull'area mediale, quando corrono a piedi nudi. Ma che dire dei corridori d'élite che emergono dall'Africa orientale? Continuano a correre in quel modo una volta che hanno accesso alle scarpe?

Dei 70 corridori analizzati durante il quarto giro della maratona maschile, 47 di loro (il 67%) impattavano sul tallone, 21 (il 30%) impattavano sul metatarso e due (3%) impattavano sull'avampiede. Le percentuali erano simili nei 78 concorrenti analizzati nella maratona femminile: 57 (73%) tallone, 19 (24%) sul metatarso e 2 (3%) sull'avampiede. E questo schema non era limitato a particolari paesi o luoghi di arrivo. Nella maratona maschile, i primi quattro classificati, provenienti da Kenya, Etiopia, Tanzania e Gran Bretagna, impattavano sul tallone durante tutti e quattro i giri della gara.

Questo è particolarmente interessante perché l'idea che i corridori di élite non impattino sul tallone è pervasiva. Quando Nike stava sviluppando i concetti di scarpe per il suo progetto di corsa della maratona con durata inferiore a due ore, ad un certo punto, per risparmiare peso, ha costruito un prototipo con il tallone in gran parte rimosso. Il problema consisteva nel fatto che praticamente tutti i corridori d'élite che lo provavano lo odiavano, così finirono per adottare il tallone massiccio e ammortizzato della nuova scarpa Vaporfly 4%.

Certamente, c'è un problema da dirimere: i corridori preferiscono le scarpe con i talloni ammortizzati perché impattano sui talloni o impattano sui talloni perché indossano un’ingombrante scarpa imbottita? Questo studio non può rispondere alla domanda e, in nessun caso, dovremmo ora concludere che impattare sul tallone è "meglio". Ma l'affermazione che i migliori corridori del mondo impattano sulle dita dell’avampiede - ed il corollario che dovresti imparare a fare lo stesso se vuoi massimizzare le tue prestazioni - dovrebbe essere abbandonato di fronte ai nuovi dati.

L'affaticamento cambia il tuo modo d'impatto. Uno dei fattori che complicano la discussione dell’impatto del piede è che ciò dipende da quale parte della gara stai considerando. Rose Chelimo, la runner kenyana che rappresenta il Bahrain e che ha vinto la medaglia d'oro della maratona, impattava sul tallone per i primi due giri della gara, ma è passata all’impatto metatarsale del piede per il terzo e il quarto giro, con l'accelerazione del passo. Nella gara maschile, il finisher dell'ottavo posto Daniel Wanjiru si è comportato nel medesimo modo, anche se stava rallentando piuttosto che accelerando durante la seconda metà della gara.

Ci sono anche alcune più sottili sfumature sui cambiamenti indotti dalla fatica. In un commento che accompagna lo studio, Steve Magness, allenatore di un podista d'élite, sottolinea che diversi podisti iniziano a mostrare asimmetrie nel quarto e ultimo giro della maratona. Il finisher del quinto posto, Gideon Kipketer, ad esempio, ha avuto un passo quasi simmetrico nel terzo giro, con la differenza di un solo centimetro tra le lunghezze della sua falcata destra e sinistra. Nel quarto giro, la differenza è salita a 9 centimetri. Allo stesso modo, l'asimmetria di Yohanes Ghebregergis, piazzatosi al settimo posto, è passata da 6 a 11 centimetri. Magness scrive: "Mentre gli atleti si affaticano, iniziano a compensare e i loro "anelli deboli" nella catena, iniziano a mostrarsi".

Un altro esempio è la cadenza (quanti passi al minuto si eseguono) e la lunghezza del passo. La maggior parte degli atleti aumentano o diminuiscono entrambi questi parametri quando rispettivamente accelerano o rallentano. La medaglia d'argento maschile Tamirat Tola, d'altra parte, ha perso il primo posto a causa di una diminuzione del 14% della lunghezza del passo, con pochi cambiamenti di cadenza, dopo il 35° km. Questo è insolito.

Queste intuizioni non si prestano a conclusioni generalizzabili, al contrario, ci ricordano quanto la risposta di ciascuna persona alla fatica sia unica. Ma l'aumento dei dispositivi indossabili sta rendendo questo tipo di analisi più accessibile. Recentemente qualcuno su Twitter mi ha chiesto informazioni sui dati raccolti che mostrano un'asimmetria sinistra-destra sempre più grande nel loro passo, che inizia dopo circa 20 minuti di corsa. Mentre è difficile conoscere esattamente quale sia la causa, questo è un chiaro indizio che qualcosa non funziona correttamente - e sarà facile vedere l'eventuale miglioramento dopo aver effettuato stretching, rafforzamenti o modifiche del passo.

Lo specchio può mentire. Per i corridori come Kipketer (o il mio corrispondente su Twitter), l'asimmetria può emergere solo con fatica. Ma alcuni corridori hanno asimmetrie significative fin dall'inizio. Almaz Ayana, medaglia d'oro dei 10.000 m e detentore del record mondiale, proveniente dall'Etiopia, nello studio ha avuto la più grande asimmetria della falcata di chiunque – e ciò era evidente fin dall'inizio. Dopo 5 e 10 giri della gara sui 25 giri, un passo era di 17 centimetri più lungo dell'altro; nell'ultimo giro, la differenza era di 20 centimetri. Una cosa enorme.

La domanda è cosa dovresti fare con questi dati. Dopotutto, Ayana è già il migliore runner sui 10.000 metri della storia. Siamo davvero sicuri che "aggiustare" il suo passo lo migliorerebbe? Il risultato ricorda le notizie dello scorso anno che Usain Bolt, apparentemente, ha un passo insolitamente asimmetrico, esercitando con la gamba destra il 13% di forza massima in più rispetto alla gamba sinistra. Ciò potrebbe essere il risultato di una leggera discrepanza nella lunghezza delle gambe, il che significa che ha ottimizzato la sua falcata adattandola al suo corpo. "In altre parole", ha dichiarato al New York Times Peter Weyand, ricercatore della Southern Methodist University [N.d.r.: il mondo è straordinariamente piccolo e Weyand lo abbiamo già incontrato qui: BIOMECCANICA DELLA CORSA – MODELLO A DUE MASSE], "correggere la sua asimmetria non lo renderebbe più veloce e potrebbe addirittura rallentarlo".

Questo avvertimento è da tenere presente per tutti i dati raccolti ai Campionati del Mondo dello scorso anno - e per tutti i dati ottenuti dai dispositivi indossabili che i corridori di tutto il mondo stanno raccogliendo per se medesimi. Se vuoi modificare la tua biomeccanica, il primo approccio è raccogliere una serie di dati di base per capire che cosa è normale per te. Quindi apporta le modifiche lentamente e con cautela, prendendoti tutto il tempo necessario per verificare se stanno avendo l'effetto sperato, guardando anche agli effetti collaterali indesiderati. E ricorda che, come per Bolt e Ayana, una falcata apparentemente insolita potrebbe essere ottimale per te.

Oh! Se ancora ti stai chiedendo le caratteristiche del lancio del martello, sappi che l'angolo teorico di rilascio ottimale è 45 gradi. Nella finale del Campionato del Mondo 2017, l'angolo di rilascio medio per i migliori lanci dei 12 finalisti maschili era di 41,3 gradi. Solo un uomo, il polacco Pawel Fajdek, ha superato i 45 gradi con un angolo di rilascio di 46.2 gradi. Ha vinto l'oro!

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  Alex Hutchinson - 28 luglio, 2018

 

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Tratto da: https://www.outsideonline.com/2329876/iaaf-biomechanics-study-worlds-best-runners


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