04 Gen 2019
PERCHÉ LA CAFFEINA POTREBBE NON RENDERTI PIÙ VELOCE
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 04 Gennaio 2019

Perché la caffeina potrebbe non renderti più veloce

È l'amplificatore di prestazioni più affidabile al mondo, a meno che tu non abbia i geni sbagliati.

gif caffeine performanceA volte mi dispiace essere così scettico. Qualcuno mi chiederà "Pensi che la Pillola X mi renderà un atleta migliore?", indicandomi un piccolo studio in bianco con quattro soggetti, tutti impiegati della società che produce e vende la Pillola X. "Scusa, ma non credo", dirò. Poi cercherò di attutire il colpo con alcune buone notizie: "Però la caffeina funziona. Per quasi tutto."

È vero che il potere della caffeina come potenziatore delle prestazioni è supportato in modo univoco da una grande quantità di studi scientifici ben progettati. C'è anche un intero libro sulle sue applicazioni atletiche, scritto da alcuni dei più stimati ricercatori al mondo sulla nutrizione sportiva. Studio dopo studio, si dimostra che la caffeina migliora la prestazione, in particolare negli eventi di resistenza, in media di alcuni punti percentuali.

Ma alcuni anni fa, i ricercatori hanno iniziato a esaminare più da vicino la variabilità individuale in risposta alla caffeina. Ogni studio ha una dispersione più o meno casuale nei suoi risultati: se il miglioramento medio è del 3%, alcune persone potrebbero effettivamente ottenere un miglioramento superiore al 3%, mentre altre non miglioreranno affatto. Ma non tutta la dispersione è casuale. In base al loro profilo genetico, è emersa la prova che alcuni individui avevano più probabilità di trarre benefici dalla caffeina rispetto ad altri, ma che alcuni di essi avrebbero potuto essere più lenti dopo l'assunzione di caffeina. Fino ad oggi, il più grande studio, su questo argomento, è stato appena pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise, e i risultati sono sorprendenti.

Lo studio è stato condotto da Nanci Guest, una dietista sportiva e dottorando dell'Università di Toronto, e dal suo supervisore Ahmed El-Sohemy, professore di scienze nutrizionali. Hanno indagato 101 atleti maschi ben addestrati (di più su questo nel seguito) in una varietà di sport (dalla maratona, al pugilato, al calcio) attraverso una serie di tre prove sul tempo, su 10 km di ciclismo. Prima della prova, ciascuno degli atleti ha ricevuto o un placebo, o una bassa dose di caffeina (2 mg per chilogrammo di peso corporeo), oppure una dose più alta (4 mg kg-1). Con un peso di 150 libbre [N.d.r.: 68 kg], ciò corrisponde a 136 - 272 mg di caffeina. (Una tipica tazza di caffè [N.d.r.: infuso] contiene da 100 a 160 mg di caffeina [N.d.r.: l'espresso 45-65 mg], e una singola pillola di NoDoz ne ha 200 mg.)

Come atteso, la caffeina ha migliorato le prestazioni. Gli atleti hanno pedalato il 3% più velocemente con alta dose di caffeina rispetto al placebo. Il miglioramento con la dose più bassa non era statisticamente significativo. Ecco come apparivano questi risultati, riportando il tempo in minuti, sull'asse verticale:

caffeine performance 01                                                 (Medicine & Science in Sports & Exercise)

Ecco le conclusioni che, di solito, sono tratte da questi studi: la caffeina funziona, quindi vai avanti e assumi caffeina. Ma in questo caso, i ricercatori hanno anche fatto un test della saliva per determinare quale versione di un gene chiamato CYP1A2 avesse ciascun soggetto. Più del 95% della caffeina che bevi è metabolizzata da un enzima codificato da questo gene. Gli individui con la versione AA del gene sono considerati “metabolizzatori veloci", e rompono rapidamente la caffeina. Gli individui con la versione AC o CC sono “metabolizzatori lenti", con l'ultimo gruppo particolarmente lento, il che significa che la caffeina che bevono staziona nel loro corpo per più tempo.
Dai un'occhiata a cosa succede quando analizzi i risultati per genotipo:

caffeine performance 02(Medicine & Science in Sports & Exercise)

Nel gruppo AA (i metabolizzatori veloci), la caffeina è utile, e tanto più è maggiore, meglio è. Migliorano la velocità del 4,8% con bassa dose di caffeina e del 6,8% con la dose più elevata. Nel gruppo CC (metabolizzatori molto lenti), il modello è opposto: più caffeina assumono più lentamente vanno. Alla dose più alta, essi sono il 13,7% più lenti! Per il gruppo centrale AC, la caffeina sembra essere praticamente un placebo, senza alcuna differenza significativa.

Moltissime domande scaturiscono da questi risultati. Prima di tutto, perché questa enorme differenza? Attualmente, la risposta non la conosciamo. La spiegazione probabile è che per tutti la caffeina ha un mix di effetti positivi e negativi. Gli effetti positivi sono probabilmente nel cervello, che inducono una ridotta percezione dello sforzo. Guest ed El-Sohemy ipotizzano che gli effetti negativi potrebbero essere il risultato di un restringimento dei vasi sanguigni, in risposta alla caffeina, che comprometterebbe il flusso sanguigno ai muscoli durante l'esercizio. Ognuno riceve l'impulso positivo quando ingerisce caffeina, ma forse gli effetti negativi permangono ben più a lungo nei metabolizzatori lenti, e in definitiva superano i benefici. Ciò solleva la domanda di come i risultati potrebbero cambiare in un evento che dura, ad es., un minuto o, all'estremità opposta, diverse ore. Possiamo solo essere sicuri che il particolare equilibrio degli effetti positivi e negativi qui visti, si applica per una durata di 18 minuti (in media).

Nel gruppo studiato, il 49% delle persone apparteneva al gruppo AA. Sono i più fortunati in termini di miglioramento dovuto alla caffeina. Nel resto del gruppo, il 43% era AC (lento) e solo l'8% era CC (molto lento). Questa distribuzione è simile a quanto visto in altri studi, suggerendo che è relativamente raro avere effetti negativi dalla caffeina, ma abbastanza comune non avere alcun effetto significativo. È interessante notare che non c'è apparentemente alcun legame tra questo gene e i livelli abituali di consumo di caffeina: il tuo tasso di metabolismo della caffeina non è ciò che determina se essa ti piace o meno.

Un altro aspetto interessante è che gli effetti del metabolismo della caffeina, non si limitano alla prestazione atletica. In precedenti studi, El-Sohemy e i suoi colleghi hanno dimostrato che i metabolizzatori veloci hanno un rischio minore di infarto se bevono da una a tre tazze di caffè al giorno, forse grazie ai suoi antiossidanti e ad altri elementi che promuovono la salute. Al contrario, i metabolizzatori lenti hanno un aumento del 36% del rischio di attacco cardiaco se bevono da due a tre tazze di caffè al giorno e un aumento del 64% se ne bevono quattro o più tazze .

È anche importante notare che i soggetti di questo studio erano tutti maschi. In teoria, afferma El-Sohemy, ci aspetteremmo di vedere risultati simili in atleti di sesso femminile, che i ricercatori sperano di estendere in uno studio separato. Ci sono alcune prove che i contraccettivi ormonali possono influenzare l'attività dell'enzima del metabolismo della caffeina, il che solleva la possibilità che possano esserci alcuni effetti sottili legati al ciclo ormonale femminile. L'attuale studio ha richiesto a tutti i soggetti di astenersi dalla caffeina per quattro settimane, durante le loro quattro visite settimanali al laboratorio. Guest nota che per studiare correttamente la questione, le donne dovrebbero venire in laboratorio alla stessa ora ogni mese per garantire livelli ormonali simili, il che richiederebbe quattro mesi di astensione completa dalla caffeina. Quella barriera pratica è il motivo per cui hanno iniziato con lo studio maschile.

Ovviamente, la grande domanda è che cosa dovresti fare con queste informazioni. A questo punto è importante notare che El-Sohemy è il fondatore di una società chiamata Nutrigenomix, che offre test genetici per la nutrizione personalizzata, compreso il gene del metabolismo della caffeina. Guest è membro del comitato consultivo scientifico dell'azienda. Questo è esattamente il tipico conflitto di interessi al quale accennavo all'inizio dell'articolo, e dovrebbe farci riflettere. Penso che la progettazione dello studio qui sia stata davvero ben fatta: la dimensione del campione è enorme per gli standard di quest'area di ricerca, e l'allocazione degli integratori era in doppio cieco, quindi i ricercatori non sapevano chi avrebbe ottenuto il placebo e quando. (Sorprendentemente, solo tre dei 101 soggetti, quando venivano interrogati dopo lo studio, hanno indovinato correttamente quale pillola avessero assunto ogni volta). E c'è stata una ricerca da parte di altri gruppi che hanno ottenuto conclusioni simili.

Tuttavia, rimango critico sul fatto di sottoporsi al test per capire come la caffeina possa influire sulle prestazioni e sulla salute. L'enfasi delle previsioni genetiche spesso supera i risultati: ad esempio, un importante tentativo di usare il genotipo per prevedere chi trarrebbe beneficio da una dieta povera di grassi rispetto a una dieta povera di carboidrati non ha mostrato differenze nei test pratici del mese scorso. Tuttavia, questi risultati sono intriganti, e se bevessi un caffè (cosa che non faccio), sarei curioso di sapere in quale gruppo di genotipi mi sarei imbattuto.

Infine, è anche importante non cadere nella medesima trappola in cui ci siamo imbattuti all'inizio dell'articolo, supponendo che i risultati medi riflettano la realtà individuale di ognuno. Quando all'inizio ho postato il sommario di questo studio su Twitter, ho ricevuto una risposta da John Trautmann, una leggenda della corsa che una volta deteneva il record dei licei americani dei 3.000 metri, ha gareggiato alle Olimpiadi del 1992, e più recentemente ha stabilito il record mondiale di 4’12’33’’ per il miglio indoor, per gruppo di età 45-59 anni. "Strano", ha scritto, "io sono CC e trovo difficile allenarmi senza un supplemento di caffeina. Effetto placebo?"

Non so perché Trautmann, che presumibilmente dovrebbe diventare più lento dopo l'assunzione di caffeina, trova che sia un aiuto essenziale per l'allenamento. È possibile che le sue percezioni siano sbagliate, che lui si stia allenando meglio con la caffeina, ma in realtà corre più lentamente. Oppure è possibile che altri fattori, in quel delicato equilibrio tra effetti positivi e negativi, siano dominanti. Forse è ultrasensibile agli effetti positivi o insensibile agli effetti negativi. Ma in linea di principio è che ad un corridore che ha realizzato quanto fatto da Trautmann, mi guarderei bene dal dirgli che ha sbagliato tutto sulla base di un test del DNA. E del resto anche noi, a livelli più modesti, dovremmo essere altrettanto cauti.

Quindi, se il tuo caffè pre-allenamento non ti dà la medesima scossa che i tuoi amici sembrano ottenere, fidati del tuo istinto.

hutchinson  

  Alex Hutchinson - 16 marzo, 2018

 

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 https://insights.ovid.com/pubmed?pmid=29509641



Tratto da: https://www.outsideonline.com/2289531/caffeine-makes-some-people-faster-others-slower


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