28 Dic 2019
INCONVENIENTI DELLA RISONANZA MAGNETICA
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 28 Dicembre 2019

Inconvenienti della risonanza magnetica

Qualche settimana fa sono ritornato a visitare la mia vecchia famiglia.

Uno dei momenti salienti della visita era di andare, con mio fratello Eric, agli US Open per guardare qualche partita di tennis. Quando crescevamo insieme, trascorrevamo la maggior parte delle estati a giocare a tennis, e di solito le chiudevamo con un viaggio agli US Open. Bei tempi! John McEnroe, Ivan Lendl, Boris Becker. Per qualche ragione il giocatore preferito di mio fratello era Gene Mayer. Qualcuno ricorda Gene? Ad ogni modo, mio fratello mi ha detto che la sua spalla stava soffrendo da alcune settimane e quindi pensava di andare dal dottore per fare una risonanza magnetica. L'ho subito redarguito e gli ho detto di non farlo. L'ho anche apostrofato dandogli del coglione. Lui ha risposto che non avrebbe necessariamente dovuto subire un intervento chirurgico, ma non c'era nulla di male nel trovare solo "cosa stava succedendo nella spalla".

Gli ho risposto "oh sì, c'è un danno potenziale", e poi gli ho ricordato che scrivo un blog sul dolore, il che mi rende un grosso conoscitore in materia. A lui sembrava non importare nulla di tutto questo.

Giusto. Mio fratello sa meglio di chiunque altro che io sono solo "un ragazzo", ma volevo che lui capisse che molti dottori, anche in camice bianco, con i risultati di una risonanza magnetica tra le mani, sono anche loro "ragazzi".

Ho già scritto su come i risultati della risonanza magnetica possano essere un modo molto scarso per trovare la causa del dolore cronico [N.d.r.: l'enfasi è nostra]. E c'è una crescente preoccupazione, sostenuta da prove, che le risonanze magnetiche sono abusate e possono effettivamente portare a esiti peggiori rispetto alla loro mancata esecuzione. Ecco il perché.

Risonanza magnetica e dolore

gif MRI problem 01Molti studi hanno dimostrato che eseguendo la risonanza magnetica in una qualunque parte del corpo, quasi certamente si troverà qualcosa di anomalo, anche in zone completamente prive di dolore. Ecco un tour delle principali articolazioni viste attraverso gli occhi di una macchina per risonanza magnetica.

Schiena

In un famoso studio, la risonanza magnetica è stata eseguita su soggetti che non avevano dolore alla schiena. Il 52% dei soggetti aveva almeno un disco rigonfio o un'altra anomalia per cui, talvolta, si consiglia l'intervento chirurgico. Alla luce di questi risultati, gli autori hanno affermato che: "la scoperta mediante risonanza magnetica di rigonfiamenti o protrusioni nelle persone con lombalgia può essere spesso coincidente". In uno studio simile, la risonanza magnetica su individui che non avevano mai sofferto di lombalgia ha rivelato che un terzo di essi aveva un'anomalia spinale sostanziale e il 20%, sotto i 60 anni, aveva un'ernia del disco.

Fianchi

In un altro studio sui giocatori di hockey privi di dolore, la risonanza magnetica ha mostrato che il settanta per cento è risultato avere pelvi o anche abnormi, ed il cinquantaquattro percento aveva lesioni del labbro acetabolare. L'autore ha dichiarato che "questo studio mostra i limiti di dipendere troppo pesantemente da una risonanza magnetica. Un chirurgo può vedere qualcosa nell'immagine, che però non sta causando un problema".

Ginocchia

In questo studio, i ricercatori hanno esaminato quarantaquattro volontari, di età compresa tra 20 e 68 anni, senza storia di dolore al ginocchio. Il sessanta per cento ha mostrato anomalie in almeno tre delle quattro regioni del ginocchio, inducendo gli autori a concludere che "la degenerazione o le lesioni del menisco ... sono altamente prevalenti in individui asintomatici".

Spalle

In questo studio, i ricercatori hanno scoperto che il 23% delle persone con spalle asintomatiche, avevano una lesione alla cuffia dei rotatori. Hanno considerato questa percentuale "sorprendentemente alta" e hanno concluso che "le lesioni della cuffia dei rotatori devono essere considerate, in certa misura, come un 'normale' logoramento degenerativo, che non necessariamente causa dolore e compromissione funzionale".

Ecco uno studio che ha esaminato le spalle senza dolore di atleti d’élite, che sono noti per avere le spalle praticamente strappate a brandelli. (A proposito - Mio fratello ha giocato quattro anni a tennis all'Università della Virginia ed ha anche giocato, un po’, nei tour satelliti dei professionisti in Spagna. Niente male!). I ricercatori hanno notato che il 40% delle spalle dominanti aveva riscontri consistenti con lacerazioni parziali o complete della cuffia dei rotatori, rispetto allo 0% delle spalle non dominanti. Ma nessuna delle due spalle era dolorante e nessuno degli atleti, 5 anni dopo lo studio, ha avuto dolore o sintomi problematici.

La risonanza magnetica può essere fuorviante

Bene! Quindi le risonanze magnetiche non raccontano tutta la storia. Ma i dottori lo devono sapere, giusto? Ed una piccola informazione, anche se non conclusiva, non può far male, giusto?

Ciò ha senso in teoria, ma in pratica sembra che molti medici considerino con troppa importanza i risultati anormali di una risonanza magnetica. Ci sono diversi articoli recenti che parlano di questo.

Ad esempio, ecco una citazione da un articolo del New York Times che descrive una fastidiosa dinamica associata all'uso delle risonanze magnetiche:
. . . i pazienti che soffrono, spesso richiedono le scansioni sperando di scoprire cosa c'è che non va; i medici sono benevoli nel prescrivere le scansioni e poi, una volta effettuate, è comune per entrambi (medici e pazienti) assumere che eventuali anomalie riscontrate siano il motivo del dolore.
. . .
"Un paziente arriva perché soffre", ha detto la dottoressa Nelda Wray, ricercatrice senior presso il Methodist Institute for Technology di Houston. "Vediamo qualcosa in una scansione e assumiamo che sia la causa. Ma non abbiamo idea della prevalenza di questa anomalia nella popolazione."
. . .
"Ogni volta che abbiamo una nuova tecnologia che fornisce visioni interne delle strutture che non abbiamo mai analizzato prima, finiamo col dire: 'Oh, mio Dio, guarda tutte quelle anomalie'. Potrebbero essere pericolose", ha detto il dottor David Felson, professore di medicina ed epidemiologia alla Boston University Medical School. "Alcune lo sono, ma altre no, però, in definitiva, ciò porta a molte cure non necessarie."

In un separato articolo del NYT, gli autori discutono su quanti dottori, come il dott. James Andrews, un noto ortopedico di medicina sportiva, stanno prendendo posizione contro ciò che essi percepiscono come un eccessivo uso massiccio della risonanza magnetica. Quando il dott. Andrews scansionò le spalle di 31 lanciatori professionisti di baseball, sani e senza dolore, trovò un’alterata cartilagine della spalla nel 90 percento di loro e un anormale tendine della cuffia dei rotatori nell'87 percento. Il dott. Andrews ha dichiarato che: "Se vuoi una scusa per operare la spalla di un lanciatore, esegui una risonanza magnetica".

E ora c'è qualche ricerca che mostra come l'uso precoce di una risonanza magnetica, come strumento diagnostico per il mal di schiena, possa peggiorare i risultati. In questo studio, è stato riscontrato che le risonanze magnetiche erano associate ad una maggiore probabilità di invalidità. Perché questo? Una possibilità, come discusso sopra, è che l'interpretazione errata del significato di una risonanza magnetica, può portare a trattamenti non necessari come gli interventi chirurgici. L'altra, è che i risultati della risonanza magnetica possono agire come un nocebo (l'opposto del placebo) o altrimenti creare paura, che peggiora il dolore e l'invalidità.

Nocebo

Il doloregif MRI problem 02 è fondamentalmente un segnale di azione, che il tuo cervello crea, per incoraggiarti ad affrontare un pericolo percepito dal corpo. Il cervello considera un'enorme quantità di informazioni nel decidere cosa costituisce un pericolo e quale azione è necessaria, compresi i dati sensoriali dai tessuti, le memorie passate, le emozioni come la paura, la disponibilità di supporto sociale e medico, e le future esigenze fisiche. E indovina un po', il cervello considererà anche se un tizio in camice bianco ti dirà che hai un disco vertebrale sporgente. Questo è probabile che aumenti il tuo dolore.

Ecco una bella citazione di Lorimer Moseley, ricercatore sul dolore, dal suo Ted Talk intitolato Why Things Hurt, che parla del motivo per cui, negli ambulatori medici, odia vedere esposti quei modelli di plastica che mostrano un disco vertebrale rosso e gonfio:
Qualsiasi frammento di evidenza credibile che mostri un potenziale pericolo potrebbe cambiare il loro dolore ... E stanno entrando in un reparto ospedaliero con questi modelli sulla scrivania: ... è un pasticcio con il tuo cervello. Non può non incasinarti il cervello.

Il problema è che "scoprire cosa sta succedendo nei tessuti" può davvero spaventare le persone riguardo alle condizioni del loro corpo, che possono peggiorare il dolore e l'invalidità. Ho molti clienti a cui è stato detto che hanno la scoliosi, il loro ginocchio è "senza cartilagine", hanno un disco sporgente, o il "collo di un ottantenne". Anche se nessuno di questi giudizi ha un significato reale, fanno un'impressione molto forte che diventa una parte permanente dell'immagine che una persona ha di sé. È un nocebo per tutta la vita. Grazie, dottore!

Conclusione

Gli strumenti di risonanza magnetica sono apparecchi ovviamente utili e talvolta assolutamente indispensabili che possono essere utilizzati per realizzare moltissime cose positive. Ma come qualsiasi strumento, possono essere abusati, e sembra che attualmente ci sia un'epidemia di abuso della risonanza magnetica.

Tienilo presente Eric! E per amor di Dio vai semplicemente a farti fare un massaggio, fai un po' di yoga, e guarda se ti aiuta. Coglione.

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  Todd Hargrove - 26 settembre 2012


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Tratto da: https://todd-hargrove-xyvo.squarespace.com/blog/2012/the-trouble-with-mris-and-my-brother#


Si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.

 

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