20 Ott 2019
LESIONI ACUTE DEI MUSCOLI ISCHIOCRURALI PROTOCOLLI DI RIABILITAZIONE
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 20 Ottobre 2019

Lesioni acute dei muscoli ischiocrurali nel calcio d'élite svedese: una sperimentazione clinica prospettica controllata, randomizzata, che confronta due protocolli di riabilitazione

[N.d.r.: poiché le lesioni agli ischiocrurali sono abbastanza frequenti anche negli altri sport, riteniamo interessante esporre le parti dello studio che riguardano: la sintesi, i protocolli di riabilitazione, ed il tipo e la posizione della lesione. Lo studio include anche la descrizione dei protocolli di riabilitazione adottati, con relativi filmati, che meritano di essere visionati per comprendere la corretta esecuzione degli esercizi. In caso d’infortunio, forse, potresti sperimentare il protocollo ritenuto più efficace, naturalmente assumendoti la piena responsabilità delle tue azioni, perché ovviamente non lo sto consigliando. 😉 Seriamente: basta eseguirlo dal fisioterapista sotto il suo controllo. Lo studio è richiamato nell'articolo CONTRAZIONE ECCENTRICA.

L’indagine, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, è liberamente accessibile per una sua lettura specialistica. Per questioni di copyright possiamo pubblicare solamente tre figure dell'articolo; le rimanenti sono comunque facilmente consultabili mediante link. I video non sono direttamente visibili ma devono essere scaricati.]

SOMMARIO

Premessa

L’infortunio ai muscoli ischiocrurali è l’infortunio più comune nel calcio professionistico europeo, e pertanto, i tempi di recupero e la prevenzione secondaria rivestono particolare interesse.

Obiettivo

Confrontare l'efficacia di due protocolli di riabilitazione dopo un grave infortunio ai muscoli ischiocrurali nei giocatori di calcio d'élite svedesi, valutando il tempo necessario per tornare alla piena partecipazione all'allenamento della squadra, e alla disponibilità per la partecipazione alle partite.

Progettazione dello studio

Confronto prospettico randomizzato di due protocolli di riabilitazione.

Metodi

Settantacinque giocatori di calcio con un acuto infortunio ai muscoli ischiocrurali, verificato alla risonanza magnetica, sono stati assegnati in modo casuale ad uno dei due protocolli di riabilitazione. Trentasette giocatori sono stati assegnati ad un protocollo che enfatizzava esercizi di allungamento (protocollo L), e 38 giocatori ad un protocollo costituito da esercizi convenzionali (protocollo C). La valutazione del risultato consisteva nel numero di giorni necessari per ritornare all'allenamento completo e alla disponibilità per la partecipazione alla partita. Le ricadute sono state registrate per un periodo di 12 mesi dopo la ripresa.

Risultati

Il tempo di ritorno è stato significativamente più breve per i giocatori del protocollo L, media 28 giorni (1 SD ± 15, range 8–58 giorni), rispetto al protocollo C, media 51 giorni (1 SD ± 21, range 12–94 giorni). Indipendentemente dal protocollo, il tipo di stretching convenzionale [N.d.r.: diverso dai protocolli L e C] per la lesione ai muscoli ischiocrurali ha richiesto un tempo significativamente più lungo per il ritorno all’attività rispetto al tipo veloce; protocollo L: media 43 vs 23 giorni e protocollo C: media 74 vs 41 giorni. Il protocollo L era significativamente più efficace del protocollo C in entrambi i tipi di lesioni [N.d.r.: specificate nel paragrafo Tipo e posizione della lesione]. Una ricaduta è stata registrata, nel protocollo C.

Conclusioni

Per ridurre il tempo di ritorno all’attività nel calcio d'élite svedese, un protocollo di riabilitazione con esercizi che enfatizzano l'allungamento è più efficace di un protocollo con esercizi convenzionali.


Dallo studio, enucleiamo i paragrafi riguardanti i Protocolli di riabilitazioneed il Tipo e posizione della lesione.

Protocolli di riabilitazione

Per entrambi i protocolli, il tempo intercorso tra la data della lesione e l’inizio del protocollo di riabilitazione è stato di 5 giorni. Nel complesso, sono stati scelti esercizi che potevano essere eseguiti in qualsiasi luogo senza l'uso di attrezzature avanzate. Gli esercizi del protocollo L miravano specificamente a caricare in prevalenza i muscoli ischiocrurali durante un esteso allungamento, con azioni muscolari eccentriche [N.d.r.: vedi 12]. Al contrario, il protocollo C, consisteva in esercizi convenzionali per i muscoli ischiocrurali con minore enfasi sull'allungamento. Ogni protocollo di riabilitazione consisteva in tre diversi esercizi, in cui: l'esercizio 1 mirava principalmente ad aumentare la flessibilità, l'esercizio 2 era un esercizio combinato per la stabilizzazione della forza e del tronco/bacino, e l'esercizio 3 era più di un esercizio specifico di allenamento della forza. Tutti gli esercizi sono stati eseguiti sul piano sagittale. L'intensità e il volume dell'allenamento sono stati resi, il più possibile, uguali tra i due protocolli. Le sessioni di allenamento sono state supervisionate, almeno una volta alla settimana, durante l'intero periodo di riabilitazione, e la velocità ed il carico sono stati aumentati nel tempo. Nessuna provocazione del dolore è stata consentita in qualsiasi momento durante l'esecuzione degli esercizi. Tutti gli esercizi inclusi nei due protocolli di riabilitazione sono spiegati nelle figure 1-6 e mostrate nei video supplementari online 1–6.
[N.d.r.: nelle figure 1÷5, la gamba lesa è quella sinistra, nella fig. 6 è la destra. Attenzione, nei video, probabilmente per illustrare con rmaggior chiarezza l'esecuzione dell’esercizio, la gamba lesa è: 1, 2, 4 sx; 3, 5, 6 dx. Nel video 5, da osservare il movimento delle braccia che accompagnano quello della gamba.]

Protocollo L

bjsports ischio F1Figura 1  (apri in nuova finestra)
L-1. 'L’estensione'. L'atleta dovrebbe mantenere stabilizzata la coscia della gamba lesa con l'anca flessa a circa 90°, quindi eseguire estensioni lente del ginocchio fino ad un momento prima di avvertire dolore. Due volte al giorno, tre serie con 12 ripetizioni (video supplementare online 1).

 

bjsports ischio F2Figura 2  (apri in nuova finestra)
L-2. 'Il tuffo'. L'esercizio dovrebbe essere eseguito come un'immersione simulata, cioè come una flessione dell'anca (da una posizione del tronco verticale) della gamba lesa, in piedi e contemporaneamente allungando le braccia in avanti e tentando la massima estensione dell'anca della gamba sollevata, mantenendo il bacino orizzontale; gli angoli del ginocchio devono essere mantenuti a 10-20° nella gamba eretta e a 90° nella gamba sollevata. A causa della sua complessità, all'inizio, questo esercizio dovrebbe essere eseguito molto lentamente. Una volta ogni due giorni, tre set con sei ripetizioni (video supplementare online 2).

bjsports ischio F3Figura 3  (apri in nuova finestra)
L-3. 'L'aliante'. L'esercizio inizia da una posizione con tronco verticale, una mano aggrappata ad un supporto e le gambe leggermente divaricate. Tutto il peso corporeo deve trovarsi sul tallone della gamba lesa (qui la sinistra) con una flessione di circa 10-20 ° del ginocchio. Il movimento è avviato scivolando all'indietro sull'altra gamba (nota la calza a basso attrito) e si interrompe prima che si avverta il dolore. Il movimento di ritorno alla posizione di partenza dovrebbe essere eseguito con l'aiuto di entrambe le braccia, senza usare la gamba ferita. La progressione si ottiene aumentando la distanza di scorrimento ed eseguendo l'esercizio più velocemente. Una volta ogni tre giorni, tre serie con quattro ripetizioni (video supplementare online 3). 

 

Protocollo C 

Figura 4  (apri in nuova finestra)
C-1. Stretching: contrazione/rilassamento. Il tallone della gamba lesa è posizionato su una superficie di supporto stabile in posizione alta (vicino al massimo) con il ginocchio in flessione a circa 10°. Il tallone è premuto verso il basso per 10 secondi e quindi, dopo il rilassamento di 10 secondi, viene assunta una nuova posizione flettendo la parte superiore del corpo lentamente in avanti per 20 secondi. Due volte al giorno, tre serie con quattro ripetizioni (video supplementare online 4). 

Figura 5  (apri in nuova finestra)
C-2. Pendolo con cavo. È utilizzata una macchina con cavo o un estensore stazionario. Con la gamba non lesa come gamba portante, i movimenti dell'anca in avanti e all’indietro sono eseguiti con la gamba lesa con il ginocchio con una flessione di circa 20-30°. Questo esercizio coinvolge tutto il corpo e dovrebbe essere eseguito lentamente all'inizio del periodo di riabilitazione. Una volta ogni due giorni, tre serie con sei ripetizioni (video supplementare online 5). 

Figura 6  (apri in nuova finestra)
C-3. Sollevamento pelvico. Questo esercizio è iniziato in posizione supina con il peso corporeo su entrambi i talloni; quindi il bacino è sollevato in su e in giù lentamente. Iniziare con una flessione del ginocchio a 90°. Il carico è incrementato aumentando il peso corporeo sulla gamba ferita ed estendendo maggiormente il ginocchio. Alla fine, solo la gamba ferita leggermente piegata mantiene il carico. Ogni tre giorni, tre set con otto ripetizioni (video supplementare online 6).


Tipo e posizione della lesione

Cinquantaquattro (72%) delle 75 lesioni ai muscoli ischiocrurali, verificate con la risonanza magnetica (MRI), erano di tipo sprint e 21 (28%) erano lesioni di tipo stiramento. In 52 dei 75 giocatori (69%), l'infortunio primario era localizzato nel capo lungo del bicipite femorale e in 25 di questi 52 (48%) c'era un infortunio secondario (80%) comunemente localizzato nel semitendinoso (ST). In 16 dei 75 giocatori (21%), l'infortunio primario era localizzato nel semimembranoso (SM) e in 7 di questi 16 (44%) c'era un infortunio secondario. Una chiara maggioranza (94%) delle lesioni primarie di tipo sprint era localizzata nel capo lungo del bicipite femorale, mentre il semimembranoso (SM) era la posizione più comune (76%) per la lesione di tipo stiramento.

[N.d.r.: Il bicipite femorale è un muscolo posteriore e laterale della coscia che, con la porzione del capo lungo insieme ai muscoli semimembranoso e semitendinoso forma il gruppo dei muscoli ischiocrurali. Wikipedia.]


 

Titolo:   Acute hamstring injuries in Swedish elite football: a prospective randomised controlled clinical trial comparing two rehabilitation protocols
Autori:   Carl M Askling, Magnus Tengvar, Alf Thorstensson
Pubblicazione:   British Journal of Sports Medicine
Editore:   BMJ Publishing Group Ltd.
Data:   Oct 1, 2013
Copyright © 2013, BMJ Publishing Group Ltd and the British Association of Sport and Exercise Medicine

 

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Tratto da: https://bjsm.bmj.com/content/47/15/953


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