14 Ott 2019
ANALISI DEL PERCORSO DI MARATONA SUB-2 DI KIPCHOGE ...
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 14 Ottobre 2019

Analisi del percorso di maratona sub-2 di Kipchoge a Vienna

Un nuovo studio quantifica il tempo guadagnato e perso dalla planimetria del percorso INEOS 1:59 Challenge e suggerisce che non devi sudare per le curve.

Il mese scorso Rodger Kram, biomeccanico dell'Università del Colorado ha pubblicato una richiesta di aiuto su Twitter: “per favore RT [N.d.r.: ReTweet]. Sto cercando un collaboratore per un progetto relativo alla biomeccanica della corsa di maratona, in particolare la sfida INEOS 1:59. Ho bisogno di qualcuno che risieda a Vienna o nelle vicinanze". Kram e un gruppo di suoi colleghi ed ex studenti stavano conducendo alcune analisi del percorso dell'imminente maratona espositiva di Eliud Kipchoge, dove proverà a superare la barriera delle due ore, e aveva bisogno di uomini sul campo. Nel giro di due giorni ha avuto il suo contatto: Christoph Triska, un triatleta e fisiologo presso il Centro di Scienze dello Sport dell'università di Vienna e l'Istituto Austriaco di Medicina dello Sport.

sub2 eliud kipchogeKipchoge effettuerà la corsa questo fine settimana, anche se in condizioni non ammissibili per il record. (La gara si svolgerà sabato mattina, con inizio tra le 5:00 e le 9:00 ora locale; l'inizio esatto dipenderà dalle previsioni del tempo.) L'evento succede al progetto Nike Breaking2 di due anni fa, dove Kipchoge corse in 2h00’25’’ per 26.2 miglia. Breaking2 si è svolto sul circuito di 1,5 miglia della pista di Formula 1 a Monza, in Italia; la gara INEOS si svolgerà per le strade di Vienna. Ma il percorso è abbastanza veloce da consentire a Kipchoge di tagliare quegli ultimi 26 secondi?

Triska partì in bici e in auto, seguendo la linea verde proiettata sulla strada [N.d.r.: guarda l'inizio del video] per indicare l'anello di 6 miglia di INEOS, con un Garmin Edge 520 dotato di un altimetro basato sulla pressione barometrica. Dopo aver percorso il circuito diverse volte, lui e il team di Kram hanno costruito un modello, metro per metro, delle curve e dei cambiamenti di quota del percorso.

Ecco come appare il circuito: un segmento rettilineo iniziale, seguito da poco più di quattro anelli [N.d.r.: guarda il video da 0:40] di un percorso di andata e ritorno:
sub2 route map(Foto: SportRxiv)

Ed ecco come appare il profilo altimetrico, con l'altezza in metri mostrata sull'asse verticale e le due rotonde mostrate negli inserti:
sub2 route elevation(Foto: SportRxiv)

La sfida, si propone alle due estremità del circuito di sei miglia, dove Kipchoge dovrà girare in una rotonda per fare una curva di 180 gradi. Una grande rotonda (Praterstern) e una piccola (Lusthaus), sono presenti. Il team di gara voleva conoscere quale effetto avrebbero avuto queste curve sul passo e sullo sforzo di Kipchoge, e se il ritmo dovesse essere regolato per tenere conto di un rallentamento attorno alle curve.

A quanto pare, Kram e il suo ex collega Paolo Taboga, ora alla California State University, a Sacramento, hanno pubblicato una prestampa, all'inizio dell'estate, dell'effetto delle curve sulle prestazioni di corsa sulla distanza. (Una prestampa è uno studio accademico terminato che non è ancora stato sottoposto a revisione tra pari. È sempre più comune pubblicare prestampe per ottenere feedback su studi scientifici, prima della loro pubblicazione finale.)

L'essenza del modello Taboga-Kram è che quando percorri una curva, devi esercitare più forza con le gambe rispetto a quando corri in linea retta. Questo perché, oltre a superare la forza di gravità, devi anche applicare una forza orizzontale - una forza "centripeta", nella terminologia fisica, per girare l'angolo. Questa forza aggiuntiva significa effettivamente che pesi di più, così puoi calcolare quanta energia aggiuntiva brucerai. Se conosci la velocità con la quale stai correndo, oltre alla lunghezza e il raggio di curvatura di una curva, puoi calcolare quanto rallenterai mantenendo uno sforzo costante.

Taboga e Kram hanno utilizzato questo modello per confrontare i record mondiali stabiliti su piste all’aperto di 400 m, con quelli stabiliti su piste a coperto di 200 m. Ad esempio, il record del mondo femminile sui 5.000 m all'aperto di 14:11.15 corrisponde a un tempo al coperto di 14:13.77, basato sull'effetto delle curve interne più strette. L’effettivo record al coperto è di 14:18.86, il che suggerisce che parte della differenza sia dovuta ad altri fattori come l'importanza relativa e i tempi della stagione indoor rispetto alla stagione outdoor. Se il record all'aperto fosse stato ottenuto su un ipotetico binario rettilineo (la Bonneville Salt Flats, forse?), il tempo sarebbe stato di 14:10.30.

In altre parole, il rallentamento teorico della corsa in curva sembra essere piuttosto piccolo. Taboga e Kram hanno anche modellato le curve del circuito Breaking2 di Monza e hanno scoperto che, a Kipchoge, costano il tempo enorme di 1,5 secondi sulla distanza della maratona. Ma non è stato questo che ha fatto naufragare i suoi sogni sotto le due ore. E le rotonde più strette della corsa di Vienna?

Utilizzando lo stesso metodo, Triska, Kram e i loro collaboratori hanno appena pubblicato un'altra prestampa, analizzando sia le curve, sia il profilo altimetrico della corsa INEOS. Per i fan di Kipchoge le notizie sono buone. Complessivamente, stimano che il percorso sarà più lento di meno di 5 secondi rispetto a un ipotetico percorso rettilineo perfettamente piano. Le curve stesse impongono solo una penalità di 0,5 secondi: anche la rotonda più stretta, con un raggio di curvatura di 23 m (75 piedi), è abbastanza simile a una pista di 400 m con un raggio di curvatura di circa 37 m (121 piedi).

L'altimetria, d'altra parte, non è così trascurabile. L'anello tra le due rotonde sale e scende di circa tre metri ogni volta; nel corso della gara, ciò costerà a Kipchoge circa 10 secondi. Ma i primi 500 metri della gara iniziano, scendendo da un ponte, e presentano un dislivello negativo di 13 metri che concedono a Kipchoge circa 6 secondi che non deve restituire, dal momento che il percorso non risale più sul ponte [N.d.r.: guarda l'inizio del video]. Taboga e Kram non hanno modellato l'effetto dei cambi di quota a Monza, ma sarebbero stati simili. Nel complesso, sembra che i due percorsi siano sostanzialmente indistinguibili, ad eccezione dell'inizio della discesa che potrebbe dare, a Vienna, un leggero vantaggio.

Ci sono, naturalmente, molte sottigliezze che non sono state inglobate in questo modello. Gli ondulamenti sul circuito di Vienna possono costare a Kipchoge 10 secondi, ma secondo quanto riferito da lui e dagli altri corridori, essi hanno espresso la preferenza per le lievi ondulazioni al fine di variare la domanda dello sforzo su diverse parti dei muscoli delle gambe. Mi chiedo anche se la percorrenza di troppe curve potrebbe, oltre a costare energia addizionale, distruggere i muscoli delle gambe. L'idea di Kram, quando gli ho posto la domanda: “Se ci fossero tantissime curve, questo potrebbe essere un problema. Penso che una rotonda ogni 5K non sia un aspetto importante."

Tutto questo dovrebbe essere rassicurante per Kipchoge e la sua squadra, e non è un brutto messaggio da considerare anche per noi. Perfino i percorsi di maratona superveloci delle città hanno molte curve. Berlino, secondo il nuovo articolo di Triska, ne ha 43, alcune delle quali sono ad angolo retto, eppure lì Kipchoge è riuscito a correre in 2:01:39. Tra le molte cose di cui devi preoccuparti quando selezioni una gara e ti prepari per una maratona, puoi cancellare le curve dall'elenco.

hutchinson

  Alex Hutchinson - 10 ottobre 2019

 

Tratto da: https://osf.io/preprints/sportrxiv/xrjvb/



Tratto da: https://www.outsideonline.com/2403698/kipchoge-ineos-159-marathon-course-vienna


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