17 Mar 2020
LA COVID-19 SEMBRA MENO MORTALE DI QUANTO RIPORTATO IN PRECEDENZA, MA SICURAMENTE NON È "SOLO UN'INFLUENZA"
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 17 Marzo 2020

Il coronavirus sembra meno mortale di quanto riportato in precedenza, ma sicuramente non è "solo un'influenza"

La valanga di infezioni da coronavirus nell'attuale pandemia

è stata accompagnata da un’ analoga valanga di informazioni, rendendo difficile separare le notizie affidabili dal rumore.

Tra le domande più cruciali: quanto è letale il virus SARS-CoV-2?
Prima di tutto, contrariamente ad alcuni rapporti, non ci sono prove che, da quando è emerso alla fine del 2019, il virus abbia sviluppato un nuovo ceppo mortale. Naturalmente, tutti i virus si evolvono e SARS-CoV-2 non fa eccezione, ma segnalazioni di una nuova varietà aggressiva è stata ora ritrattata. 

Il SARS-CoV-2 sembra mutare (subendo cambiamenti genetici) ad un tasso simile ad altri coronavirus, come il virus SARS del 2002, e il virus che ha causato la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS) nel 2012; questa mutazione, è meno della metà del tasso di mutazione dei virus influenzali che, a loro volta, sono abbastanza lenti da consentire la produzione di vaccini antinfluenzali annuali.

gif covid aus 001Tassi evolutivi per tre coronavirus, incluso il SARS-CoV-2 che causa la COVID-19. Valori più alti indicano virus che accumulano più rapidamente le mutazioni; la barra di errore attorno al SARS-CoV-2 indica l'attuale incertezza. Taiaroa et al. 2020 / Sebastian Duchene (Univ. Melbourne)

Quindi, quanto è mortale?

Questa è una domanda più pertinente, alla quale, però, non è semplice rispondere.

I rapporti sulla mortalità del virus variano di un ordine di grandezza. Mentre la maggior parte delle persone riesce a riprendersi dalla COVID-19, una percentuale significativa soccombe al danno virale diretto, alla polmonite e alla sepsi.

Il 3 marzo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il tasso di mortalità era del 3,4%. Altre stime, ampiamente citate, hanno dichiarato la cifra al 3% o al 5%. Ma altre fonti lo hanno stimato ben al di sotto dell'1%.

Uno dei motivi di queste discrepanze è che spesso si usano due modi diversi per calcolare il tasso di mortalità.

Il Case Fatality Rate (CFR) [N.d.r.: Tasso (R) di Fatalità (F) nei Casi (C)] è il numero di decessi diviso per il numero di infezioni conosciute. Questa cifra può essere notevolmente distorta, verso l'alto o verso il basso, a causa del campionamento.

Immagina che il virus infetti 100 persone; 70 sono asintomatici e inconsapevoli della loro infezione, mentre 30 si ammalano e vengono diagnosticati e 1 di queste 30 persone muore.

In questo esempio il tasso di mortalità reale è dell'1% (1/100), ma il CFR è del 3,3% (1/30).

Questo difetto metodologico è spesso più forte nelle prime fasi di un'epidemia, quando mancano molti casi lievi e il numero di casi confermati è ancora basso.

Per questo motivo, alcuni epidemiologi ora pensano che i tassi di mortalità inizialmente riportati siano fortemente sovrastimati.

C'è una seconda misura che qui possiamo usare, che corrisponde più da vicino all'idea della "mortalità" della maggior parte delle persone. Il tasso di mortalità per infezione (Infection Fatality Rate - IFR)  [N.d.r.: Tasso (R) di Fatalità (F) negli Infetti (I)] che è il numero di decessi diviso per il numero reale di infezioni (compresi i casi confermati e non diagnosticati). Questa statistica è più difficile da calcolare, poiché richiede una stima del numero di infezioni non rilevate.

gif covid aus 002Il Case Fatality Rate (CFR) è il numero di decessi diviso per il numero di casi noti. Il tasso di mortalità per infezione (IFR) è il numero di decessi diviso per tutte le infezioni (casi noti più casi sconosciuti).
Michael Lee (Flinders Univ. & SA Museum)
People Infected = persone infettate  -  10 detected case (1 fatal) = 10 casi accertati (1 decesso)
20 undetected instances = 20 casi non accertati

Una stima dell'IFR, per la COVID-19, pone questa cifra all'1% e alcuni nuovi dati suggeriscono che ciò sia credibile.

Man mano che i test diventano più rigorosi, la discrepanza tra le due misure (CFR e IFR) si riduce. Ciò potrebbe accadere in Corea del Sud, dove test approfonditi hanno rilevato molte infezioni lievi e hanno portato il tasso di mortalità stimato allo 0,65%.

Allo stesso modo, la nave da crociera Diamond Princess è illuminante perché la rigorosa quarantena ha rappresentato quasi tutti i casi COVID-19 identificati (anche quelli asintomatici). Ci sono stati 7 decessi tra più di 600 infezioni, con un IFR di circa l'1,2%. Questo è più elevato rispetto alla Corea del Sud, ma forse è prevedibile, dato che un terzo dei passeggeri della nave aveva più di 70 anni.

Tuttavia, non "solo un'influenza"

Anche un tasso di mortalità dell'1% è estremamente inquietante. Proiezioni, recentemente rilasciate, suggeriscono che il 20-60% degli australiani potrebbe contrarre il coronavirus, il che si tradurrebbe in 50.000-150.000 morti.

In confronto, circa 35 milioni di americani hanno preso l'influenza l'anno scorso, con 34.000 morti: meno dello 0,1%. Il coronavirus è molto più letale dell'influenza stagionale, in particolare per le persone anziane, e non esiste un vaccino.

Poiché il virus colpisce più duramente le persone anziane, i paesi con la popolazione più vecchia saranno maggiormente colpiti. Basato esclusivamente su dati demografici, il tasso di mortalità previsto in Italia è sette volte superiore rispetto a quello del Niger; L'Australia è peggiore della media globale. Naturalmente, gli eventuali tassi di mortalità dipenderanno anche dai sistemi sanitari dei paesi e dalle risposte di contenimento.
gif covid aus 003Tassi di mortalità previsti (globale e per nazione) dalla COVID-19. Basato sui dati CFR del 13 marzo 2020. worldometers.info / populationpyramid.net (Michael Lee, Flinders Univ. & SA Museum)
Questa mortalità selettiva per età, dalla COVID-19, dovrebbe essere esplicitamente considerata nei piani per combatterla. In Australia, l'11% della popolazione ha più di 70 anni e si prevede che rappresenterà il 63% dei decessi. L'isolamento di una percentuale relativamente piccola di anziani dimezza le morti ed è potenzialmente più pratico del blocco totale di intere popolazioni. Dobbiamo concentrarci urgentemente sul modo migliore per raggiungere questo obiettivo. Al momento in cui scrivo, il Regno Unito sta discutendo seriamente questa strategia

gif covid aus 004Gli australiani di età superiore ai 70 anni rappresenteranno, probabilmente, il 63% dei decessi per coronavirus. Basato sui dati CFR del 13 marzo 2020.
worldometers.info / populationpyramid.net (Michael Lee, Flinders Univ. & SA Museum)
Predicted Deaths by Age Cohort = Decessi previsti per coorti di età
Recovered = ricoverati         deceased = deceduti

C'è un inquietante ribaltamento del tasso di mortalità che è inferiore a quanto inizialmente riportato: ogni morte implica un numero molto maggiore di infezioni circolanti. La maggior parte dei decessi per la COVID-19 si verificano almeno due settimane dopo l'infezione. Quindi una sola morte oggi significa che circa 100 persone erano già state infettate due settimane fa, e quel numero è probabilmente aumentato esponenzialmente, oggi, a diverse centinaia [N.d.r.: l'evidenziazione è nostra].

L'implicazione è netta. Non possiamo aspettare che in un gruppo, più persone muoiano per la COVID-19 prima di applicare misure di contenimento estreme. A quel punto l'epidemia sarà già estremamente grande e impegnativa da gestire. 

March 17, 2020 2.16am EDT
Mike Lee - Professor in Evolutionary Biology (jointly appointed with South Australian Museum), Flinders University
Sebastian Duchene - ARC DECRA Fellow, University of Melbourne

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Tratto da:
https://theconversation.com/the-coronavirus-looks-less-deadly-than-first-reported-but-its-definitely-not-just-a-flu-133526


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