31 Mar 2020
STIMA DEL NUMERO DI INFEZIONI E DELL'IMPATTO DEGLI INTERVENTI NON FARMACEUTICI SULLA COVID-19 IN 11 PAESI EUROPEI
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 31 Marzo 2020

Stima del numero di infezioni e dell'impatto degli interventi non farmaceutici sulla COVID-19 in 11 paesi europei

[N.d.r.: questo è lo studio modellistico, dell’Imperial College COVID-19 Response Team, relativo alla stima del numero di infezioni da COVID-19 in 11 paesi europei, 

che è stato richiamato da alcuni organi di stampa. Proponiamo la traduzione delle parti che riteniamo di maggior interesse.]

Sommario

In seguito all’emergenza di un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) e alla sua diffusione al di fuori della Cina, l'Europa sta sperimentando grandi epidemie. In risposta, molti paesi europei hanno implementato interventi non farmaceutici senza precedenti, tra cui l'isolamento in casa, la chiusura di scuole e università, il divieto di raduni di massa e/o eventi pubblici e, più recentemente, il distanziamento sociale su larga scala, compresi blocchi locali e nazionali.

In questo rapporto, utilizziamo un semi-meccanicistico modello gerarchico Bayesiano per tentare di dedurre l'impatto di questi interventi in 11 paesi europei. I nostri metodi presumono che i cambiamenti del numero riproduttivo - una misura della trasmissione [N.d.r.: del virus] - siano una risposta immediata a questi interventi attuati, piuttosto che a cambiamenti più ampi e graduali nel comportamento. Il nostro modello stima questi cambiamenti calcolando a ritroso, dalle morti osservate nel tempo, la stima della trasmissione avvenuta diverse settimane prima, considerando il ritardo tra l'infezione e la morte.

Una delle assunzioni chiave del modello è che ogni intervento ha lo stesso effetto sul numero di riproduzione nei diversi paesi e nel tempo. Questo ci consente di sfruttare una maggiore quantità di dati, da tutta Europa, per stimare questi effetti. Significa anche che i nostri risultati sono fortemente guidati dai dati provenienti da paesi con epidemie allo stadio più avanzato, e da interventi precedenti, come l'Italia e la Spagna. Abbiamo trovato che il rallentamento della crescita dei decessi giornalieri segnalati in Italia è coerente con un impatto significativo degli interventi attuati diverse settimane prima. In Italia stimiamo, sebbene con un elevato livello di incertezza, che l’effettivo numero di riproduzione, Rt, sia sceso a quasi 1 nel periodo di blocco (11 marzo).

Complessivamente, stimiamo che i paesi siano riusciti a ridurre il loro numero di riproduzione. Le nostre stime hanno ampi intervalli credibili e contengono 1 per i paesi che hanno implementato tutti gli interventi considerati nella nostra analisi. Ciò significa, che il numero di riproduzione può essere superiore o inferiore a questo valore. Con gli attuali interventi che restano in atto almeno fino alla fine di marzo, stimiamo che gli interventi in tutti gli 11 paesi avranno evitato 59.000 morti fino al 31 marzo [intervallo credibile al 95% 21.000-120.000]. Molte altre morti verranno evitate garantendo che gli interventi rimangano in vigore fino a quando la trasmissione non scenderà a livelli bassi. Stimiamo che, fino al 28 marzo, in tutti gli 11 paesi europei, tra 7 e 43 milioni di individui siano stati infettati con il SARS-CoV-2, che rappresentano tra l'1,88% e l'11,43% della popolazione.

Si stima che la percentuale della popolazione infetta il 30 marzo 2020, dell'Imperial College COVlD-19 Response Team fino ad oggi - il tasso di attacco - è stimato più alto in Spagna, seguito dall'Italia e più basso in Germania e Norvegia, riflettendo le relative fasi delle epidemie.

Considerando il ritardo di 2-3 settimane tra il momento in cui si verificano i cambiamenti di trasmissione e il momento in cui il loro impatto può essere osservato nelle tendenze della mortalità, per la maggior parte dei paesi qui considerati è prematuro essere certi che i recenti interventi siano stati efficaci. Se gli interventi nei paesi nelle prime fasi della loro epidemia, come la Germania o il Regno Unito, siano più o meno efficaci rispetto a quelli nei paesi con epidemie avanzate, sulle quali si basano in gran parte le nostre stime, o se gli interventi sono migliorati o peggiorati nel tempo, allora le nostre stime del numero di riproduzione e dei decessi evitati cambieranno di conseguenza. È quindi fondamentale che gli attuali interventi rimangano in atto e che le tendenze nei casi e nei decessi siano attentamente monitorate nei prossimi giorni e settimane, per rassicurarsi che la trasmissione del SARS-Cov-2 stia rallentando.


2.1 Numero stimato di infezioni e tassi di attacco attuali

In tutti i paesi, stimiamo che siano stati rilevati ordini di grandezza inferiori delle infezioni rilevate (Figura 2) rispetto alle infezioni vere, probabilmente dovute a infezioni lievi e asintomatiche nonché a capacità di test limitate. In Italia, i nostri risultati suggeriscono che, a partire dal 28 marzo, siano stati infettati 5.9 [1.9-15.2] milioni di persone, con un tasso di attacco del 9.8% [3.2%-25%] della popolazione (Tabella 1). La Spagna ha recentemente visto un forte aumento del numero di decessi e, data la sua popolazione più ridotta, il nostro modello stima che, fino ad oggi, una percentuale più elevata della popolazione, il 15.0% (7.0 [1.8-19] milioni di persone) sia stata infettata. Si stima che la Germania abbia uno dei tassi di attacco più bassi pari allo 0.7% con 600.000 [240.000—1.500.000] persone infette.

Tabella 1: Stime, a posteriori, del modello della percentuale della popolazione totale infetta al 28 marzo 2020.
          Paese                                  % della popolazione totale infetta (media [intervallo credibile al 95%])
gif imperial study

Imperial College COVlD—19 Response Team
30 March 2020
Seth Flaxman, Swapnil Mishra, Axel Gandy et al. Estimating the number of infections and the impact of non-pharmaceutical interventions on COVID-19 in 11 European countries. Imperial College London (2020). https://doi.org/10.25561/77731



Articoli correlati
COVID-19 (Coronavirus 2019)


Si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.