29 Nov 2020
CHI PRODUCE IL MIGLIOR MISURATORE DELLA POTENZA DI CORSA?
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 29 Novembre 2020

Chi produce il miglior misuratore della potenza di corsa?

I ricercatori hanno sottoposto i quattro principali dispositivi misuratori della potenza di corsa, a una serie di test e hanno scelto un chiaro vincitore.

gif power device run(Foto: Manu Prats/Stocksy)
Supponiamo, per il momento, che tu voglia un dispositivo che misuri la tua potenza di corsa. Sì, ci sono domande ragionevoli e dibattiti animati che rasentano il pensiero filosofico su cosa significhi realmente la potenza di corsa e se offra qualcosa che non si può ottenere da un orologio GPS o da un cardiofrequenzimetro. Ma, come ho discusso nel numero di marzo di Outside, molti podisti si lasciano alle spalle quelle domande e chiedono invece cose più pratiche, come ad esempio quale dispositivo che misuri la potenza di corsa dovrebbe acquistare.

Questo è ciò che un gruppo di ricerca dell'Università di Murcia, in Spagna, guidato da Jesús Pallarés, ha deciso di esplorare in un nuovo studio, pubblicato sull'European Journal of Sport Science. Essi non segnalano sponsorizzazioni esterne e conflitti di interesse. (Nemmeno io.) Hanno reclutato 12 podisti allenati, hanno applicato l'attrezzatura dei quattro principali attori nel mercato della potenza di corsa e li hanno sottoposti a una serie di test per valutare il rendimento dei vari misuratori.

I misuratori di potenza utilizzati erano: un footpod Stryd collegato a un telefono cellulare o a un orologio Garmin; un paio di footpod RunScribe collegati a un orologio Garmin; l'app Garmin Running Power che utilizza un Forerunner 935 e un cardiofrequenzimetro toracico dotato di accelerometri; e un orologio Polar per la sola stima della potenza di corsa. Tieni presente che a causa del tempo intercorso tra esperimento e pubblicazione queste, probabilmente, non sono le versioni attuali dei dispositivi menzionati.

I podisti hanno fatto quattro giorni di prove: due giorni identici su un tapis roulant al coperto e due giorni identici su una pista all'aperto. (Il dispositivo Polar è stato utilizzato solo all'aperto, poiché effettua le sue stime in base ai dati GPS). Confrontando i dati delle sessioni nominalmente identiche, i ricercatori sono stati in grado di calcolare varie misure di ripetibilità: se si misura il medesimo parametro due volte, quanto similmente ottieni la medesima lettura? Questa è ovviamente una caratteristica piuttosto importante se vuoi basare qualsiasi allenamento, o decisione di corsa, sui tuoi dati di potenza.

Esistono vari modi per misurare la ripetibilità e il dispositivo Stryd è risultato il migliore di tutti. Ad esempio, per ottenere dati significativi dai test di esercizio, il coefficiente di variazione dovrebbe essere generalmente inferiore al 5%. Nei test all'aperto, Stryd è arrivato al 4.3%, rispetto al 7.7% del Garmin, al 14,5% del Polar e del 14,8% di RunScribe. Anche per Stryd, quella variazione era equivalente di 12.5 watt, suggerendo che non dovresti essere troppo stressato se la tua potenza oscilla di qualche watt da un giorno all'altro.

L'altra serie di test ha comportato il confronto tra la potenza di corsa e il consumo di ossigeno, o VO2, che è una misura delegata di quanta energia stai bruciando (almeno durante una corsa relativamente facile). Qui, anche se mi piacerebbe evitarle, vale la pena approfondire le argomentazioni sul significato del potenza di corsa.

Come ho scritto nel 2018, il concetto di potenza non ha un’utile definizione intrinseca nella corsa, poiché ogni passo consiste in un miscuglio di potenza positiva, negativa, interna ed esterna mentre le gambe e le braccia oscillano avanti e indietro, i tendini si allungano e si accorciano, e così via. Invece, ciò che la gente pensa come potenza di corsa è fondamentalmente un'analogia con la potenza ciclistica, in cui la potenza applicata ai pedali ha una relazione coerente con quanta energia stai bruciando, e quindi quanto è sostenibile il tuo sforzo. Di conseguenza, nel 2018, la mia conclusione è stata che un misuratore di potenza di corsa è utile solo nella misura in cui tiene traccia, con successo, del VO2 - che, come accade, era esattamente ciò che Stryd stava cercando di manipolare con il suo algoritmo.

Non tutti sono d'accordo con questa definizione. Mentre pubblicavo il mio recente articolo sulla potenza di corsa, sono andato in giro, con un ingegnere della Garmin, con l'obiettivo di testare la sua app per la determinazione della potenza di corsa. Il loro algoritmo, ha insistito, non è progettato per tracciare il VO2. Invece, è progettato per stimare la potenza applicata dal piede sulla strada. Non riesco ancora a capire perché ti interessi quel numero in solitario, se non ti dice qualcosa anche su quanta energia stai bruciando, come succede nel ciclismo. Comunque sia, vale la pena notare che i test del VO2 seguenti sono rilevanti solo se si pensa (come faccio io) che il VO2 sia importante.

Hanno eseguito tre serie di test sul VO2, ciascuno dei quali ha comportato attività di tre minuti di corsa separati da quattro minuti di riposo. Il primo test è iniziato a un passo di poco inferiore a 11 minuti al miglio ed è progressivamente accelerato, ad ogni intervallo, fino a quando i corridori non correvano più in modo aerobico (il che significa che il VO2 non avrebbe più fornito una stima utile del consumo di energia). Il secondo test è rimasto al passo di circa 9:30 al miglio ma, tra le fasi successive, hanno aggiunto giubbotti del peso di 2.5 e 5 chilogrammi. Nel terzo test, che è stato eseguito solo in ambienti chiusi, hanno variato la pendenza tra il -6% e il +6 percento nelle cinque fasi.

Ecco una serie di grafici che mostrano la relazione tra la potenza di corsa (sull'asse orizzontale) e il consumo di ossigeno (sull'asse verticale) per ciascuno dei dispositivi per il test della velocità di marcia. Se la potenza di corsa è davvero una buona stima del consumo di energia a varie velocità, ti aspetteresti che tutti i punti giacciano lungo una bella linea retta.
gif power output run 1(Foto: Courtesy European Journal of Sport Science)
Ancora una volta, puoi vedere che i dati Stryd sono strettamente raggruppati attorno alla linea retta. L'errore standard calcolato è del 6.5% quando è collegato all'app del telefono e del 7.3% quando è collegato all'orologio Garmin. (Per quello che vale, non vedo alcun motivo per cui il dispositivo Stryd dovrebbe fornire dati diversi sulla base del suo collegamento al dispositivo di misurazione, quindi presumo che questi risultati siano equivalenti.) L'immagine diventa un po' più brutta per gli altri dispositivi: 9.7% per il Polar, 12.9% per il Garmin e 14,5% per RunScribe.

Quando si varia il peso o la pendenza, lo Stryd rimane altrettanto preciso, con errori standard rispettivamente del 6.3 e del 6.9%, ma gli altri non li gestiscono così bene; in particolare quando la pendenza è variata: l’errore standard del Garmin raggiunge il 19,0% e quello di RunScribe del 18.5%. Il Polar non ottiene nemmeno un punteggio per la pendenza, perché non funziona sul tapis roulant.

Una nota a margine: il Polar fa ragionevolmente bene nel test del VO2 e vale la pena soffermarsi per capire il perché. Gli altri tre dispositivi utilizzano gli accelerometri per stimare le accelerazioni e le forze dei piedi che colpiscono il terreno e immettono i dati in un algoritmo che essenzialmente stima la VO2. Il Polar salta completamente questa fase, perché non si preoccupa nemmeno di stimare le forze e le accelerazioni. Usa solo la velocità misurata dal tuo GPS e la pendenza misurata da un barometro, insieme ad altri dati personali che hai inserito. In un certo senso, sta validando la mia affermazione che la potenza di corsa è utile solo come una stima del VO2, anche se chiamare il suo calcolo "potenza" sembra un po' sfacciato.

Un paio di altre avvertenze da considerare. La prima è che hanno costretto tutti a mantenere la stessa cadenza (in base alle loro cadenze individuali durante un ciclo di familiarizzazione iniziale) nel corso di tutte le sessioni di test, per "migliorare la qualità della ripetibilità". Questo mi sembra bizzarro: uno degli scopi principali dello studio era scoprire quanto fossero ripetibili le misurazioni, eliminando così una delle potenziali fonti di variazione che forse pregiudicavano lo scopo dello studio. Forse uno dei dispositivi fornisce dati terribili quando si cambia la cadenza a causa di variazioni naturali di ritmo o pendenza, mentre gli altri li gestiscono bene. In tal caso, varrebbe la pena conoscerlo.

L'altro avvertimento, come ho detto sopra, è che tutti questi dispositivi e algoritmi continuano ad evolversi. Il mio articolo pubblicato sulla rivista si concentrava sul modo in cui gli ultimi dispositivi Stryd ora possono misurare e tenere conto delle condizioni del vento, che è una nuova funzionalità piuttosto interessante che non rientra in questo studio. Anche gli altri dispositivi e algoritmi continuano a evolversi, quindi questa non è l'ultima parola sull'argomento. Ma per ora, se cerchi sul mercato un dispositivo che misuri la potenza di corsa, e se quello che intendi veramente è una stima costantemente ripetibile del consumo di ossigeno, questi dati suggeriscono che Stryd è la soluzione migliore.

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hutchinson

  Alex Hutchinson - 9 maggio 2020

 

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Tratto da: https://www.outsideonline.com/2413011/running-power-meter-comparison-study


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