02 Nov 2016
DUE SETTIMANE IN MONTAGNA POSSONO CAMBIARE IL TUO SANGUE PER MESI
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 02 Novembre 2016

Due settimane in montagna possono cambiare il tuo sangue per mesi

Nuove scoperte su come il corpo si adatta ad alta quota

potrebbero portare a riduzioni del mal di montagna.

Ad integrazione dell'articolo ACCLIMATAZIONE ALL'ALTEZZA, pubblichiamo i risultati di un recentissimo interessante studio che tratta sull'argomento, pubblicato sulla rivista scientifica SCIENCE.

Articolo tratto da SCIENCE.

Di Richard A. Lovett 13 ottobre 2016, 03:30

Quando Lauren Earthman si iscrisse ad un progetto di ricerca che studiava gli effetti dell'altitudine sul corpo umano, pensava di sapere che cosa aspettarsi. Sarebbe stata dura ma, dopo tutto, la Earthman, una matricola della University of Oregon, a Eugene, era una podista competitiva sui 1500 metri. Nelle Ande boliviane si inerpicò senza l’attrezzatura ad ossigeno che si era portata, fino ad un'altitudine di 5260 metri. Si sentiva bene fino a quando dovette camminare su una rampa di scale. Improvvisamente, anche questo semplice gesto, era "immensamente più difficile" rispetto a quanto lei non si aspettasse.

Poche settimane più tardi, tuttavia, Earthman stava salendo velocemente su una montagna, per un dislivello di 3200 metri, con altri 20 giovani partecipanti ad uno studio, chiamato AltitudeOmics, che attualmente ha prodotto una dozzina di pubblicazioni. Questa la più recente scoperta: anche brevi esposizioni ad elevata altezza possono scatenare una complessa cascata di cambiamenti all'interno dei globuli rossi che rendono per loro più facile affrontare condizioni di scarso ossigeno (n.d.r. *). Inoltre, questi cambiamenti persistono per settimane e forse mesi, anche dopo la discesa a quote più basse. Tale constatazione può essere un vantaggio per i ricercatori medici e anche per gli escursionisti, gli sciatori, i runners sulla lunga distanza, che non hanno tempo per protrarre l’allenamento in altitudine.

Gli scienziati sanno da tempo che il corpo si adatta alle condizioni di scarso ossigeno in alta quota. A 5260 metri, vicino alla quota del Campo Base del Monte Everest, in Nepal, l'atmosfera contiene il 53% di ossigeno rispetto all'aria a livello del mare (n.d.r. = 100%; *), rendendo più difficile respirare ed esercitarsi. La spiegazione tradizionale è che condizioni di basso ossigeno inducono il corpo a produrre nuovi globuli rossi, rendendo così più facile il trasporto di ossigeno ai muscoli e agli organi vitali. "Questa è stata la storia per 50 anni", dice Robert Roach, sperimentatore capo e direttore dell'Altitude Research Center presso l'Università del Colorado Anschutz Medical Campus ad Aurora.

Ma alpinisti, turisti, ed altri guerrieri del fine settimana, sanno da tempo che questo potrebbe non essere del tutto corretto. Ci vogliono settimane per produrre nuovi globuli rossi, ma le persone comuni possono anche adattarsi in pochi giorni. Ora, il nuovo studio, il primo ad indagare in modo specifico il sangue di persone che esercitano il trekking su e giù per le montagne, ha scoperto che il corpo comincia ad adattarsi all’altezza rapidamente, già nel corso della prima notte in quota.

Per scoprire esattamente ciò che accade al corpo in quota, il team di Roach inviò la Earthman e gli altri volontari in un campo vicino alla sommità del monte Chacaltaya, di 5421 metri,  in Bolivia, in passato sito della stazione sciistica più alta del mondo. Dopo il primo giorno, Earthman e i suoi colleghi si sentivano meglio. E dopo 2 settimane, hanno potuto finalmente completare la loro arrampicata di 3200 metri, anche se la Earthman non considerò l’escursione come "running". "E' stata la cosa più difficile che abbia mai fatto", ha detto.

I volontari poi hanno lasciato le montagne per 1 o 2 settimane e, successivamente, sono ritornati. Curiosamente, i loro corpi sembravano ricordare la loro precedente esperienza in quota, permettendo loro di comportarsi molto meglio rispetto alla loro prima ascensione. In effetti, come afferma Angelo D'Alessandro, un biochimico dell’Altitude Research Center, essi potrebbero ancora riuscire a percorrere i 3200 metri in arrampicata, cosa che per molti di loro era un problema al momento della loro prima visita.

Quando gli scienziati hanno esaminato le proteine che trasportano l'ossigeno, note come emoglobina, nei globuli rossi dei volontari, hanno trovato molteplici cambiamenti che riguardano quanto essi siano strettamente legati al loro carico di ossigeno. Roach fa una semplice analogia con quanto accade quando i giocatori di baseball allentano la loro presa sul guanto. "Se rilasso la mia mano, questa lascerà cadere la palla", dice. Tali cambiamenti erano stati osservati prima in laboratorio, ma mai negli umani, e mai ad alta quota, come gli autori hanno reso noto questo mese nel Journal of Proteome Research. Gli scienziati hanno anche scoperto che i processi metabolici che producono questi cambiamenti erano notevolmente più complessi di quanto sospettato. E poiché i globuli rossi vivono per circa 120 giorni, i cambiamenti perdurano quanto le cellule.

Questo ultimo risultato trova tracce aneddotiche nei veterani della 10a Mountain Division dell'esercito degli Stati Uniti, che hanno guadagnato la fama in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Anni fa, alcuni di questi veterani, avevano detto a Roach che i loro corpi sembravano mantenere gli adattamenti dai ripetuti viaggi in alta quota, una considerazione che conferma l'esperienza degli escursionisti che tornano weekend dopo weekend in alta quota.

Altri scienziati sono impressionati. Le scoperte di D'Alessandro 'dovrebbero fornire nuove intuizioni sull’adattamento in quota', dice Peter Ratcliffe, un ricercatore medico presso l'Università di Oxford, nel Regno Unito, che studia come le cellule reagiscono al basso tenore di ossigeno nel cancro, nelle malattie cardiache, nell’ictus, e nell’anemia. La scarsità di ossigeno è un problema anche quando un trauma, da incidente stradale o ferita d’arma da fuoco, provoca perdita di sangue. D'Alessandro ha detto: "Trovare il modo di potenziare la capacità del sangue di trasportare ossigeno in tali condizioni di emergenza, potrebbe salvare vite sia nel settore civile, sia sul campo di battaglia".

Ma i potenziali benefici non sono solo per le persone affette da tali traumi. Ad esempio ogni anno, un turista su quattro nello stato americano del Colorado soffre del mal di montagna, con un costo per lo stato di circa 300 milioni di dollari, dice Roach. Capire come il corpo si adatta alla quota potrebbe portare ad un migliore trattamento  medico per questi turisti. Si potrebbe anche giungere a migliori preparativi per una nuova tipologia di viaggiatori-astronauti. D'Alesandro dice: "Se gli scienziati riusciranno a capire come animali quali orsi, pipistrelli e topi sopravvivono agli effetti di scarso ossigeno in letargo, ciò potrebbe gettare le basi per i viaggi umani non solo sulle montagne, ma forse su Marte". 

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(n.d.r. *)
Tratto da sharecare.

D. L'altitudine modifica la percentuale di ossigeno nell'aria?

R. La percentuale di ossigeno è uguale sia al livello del mare sia ad alta quota, ed è di circa il 21%. Tuttavia, poiché le molecole d'aria ad alta quota sono più disperse, ogni respiro trasporta meno ossigeno al corpo. Un respiro a 12.000 piedi (3.657,6 m), offre al corpo il 40% in meno di ossigeno rispetto al livello del mare. A 18.000, piedi, un respiro assorbe il 50 per cento in meno di ossigeno (n.d.r. sempre rispetto al livello del mare). Come risultato di questa differenza, ci si dovrebbe attendere di sentire il fiato corto durante o subito dopo l'attività fisica, come l'arrampicata in montagna o andare in bicicletta ad alte altitudini.   TORNA AL TESTO 

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Figura tratta da https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1114067/.   

Altitude

Relazione fra altezza (quota) e pressione dell'ossigeno inspirato.
[Mouse sulla figura per ingrandirla]

(Altitude = Altezza (quota); Barometric pressure = Pressione barometrica; Inspired PO= pressione dell'ossigeno inspirato)

 



Articolo tratto da:
http://www.sciencemag.org/news/2016/10/two-weeks-mountains-can-change-your-blood-months


Si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.