30 Lug 2017
SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEOTIBIALE: CAUSA E SOLUZIONE
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 30 Luglio 2017

Sindrome della bandelletta ileotibiale: causa e soluzione

I runners condividono sempre le loro esperienze sulla sindrome della bandelletta ileotibiale e sul dolore che essa provoca.

Ma cos’è questa sindrome, quali sono le cause e, soprattutto, come si possono applicare esercizi correttivi per prevenirla?

di: Scott Lucett, MS, NASM-CPT, PES, CES

Introduzione

Le lesioni degli arti inferiori rappresentano oltre il 50% degli infortuni per gli atleti nei college (1) e nelle scuole superiori (2), e tra le lesioni agli arti inferiori, il ginocchio è una delle regioni più comunemente colpite. Un frequente infortunio al ginocchio, soprattutto tra i podisti, è la sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS). Essa colpisce fino al 12 per cento dei runners (3).

[N.d.r: in relazione a un punto di centralità stabilito convenzionalmente: prossimale, cioè verso il centro del corpo, e distale, cioè perifericamente.]

Il dolore è generalmente percepito nella porzione distale sulla banda ileotibiale ed il condilo femorale laterale. È stato originariamente pensato che la causa della ITBS fosse il risultato dello schioccare dell’estremità distale della banda ileotibiale sopra il condilo femorale laterale, durante i movimenti di flessione del ginocchio, con conseguente dolore e infiammazione.

ITBS
Articolazione del ginocchio sinistro vista da dietro (*)
(Mouse sulla figura per ingrandirla)

La ricerca di Fairclough et al., (4) ha indicato che la potenziale causa della ITBS ha più a che fare con la compressione che subisce la banda contro il condilo femorale laterale, a causa delle tensioni create dal tensore della fascia lata e dai muscoli glutei, in funzione dei diversi gradi di flessione del ginocchio.

Molti regimi di trattamento per la ITBS affrontano l'aspetto distale della banda, tuttavia, in base ai risultati di Fairclough, e coerentemente con gli insegnamenti del NASM, anche l'aspetto prossimale dovrebbe essere affrontato. Inoltre la ricerca ha dimostrato che i corridori affetti dalla ITBS possedevano una rotazione interna del ginocchio ed un grado di adduzione dell'anca che erano significativamente maggiori rispetto ai corridori sani, e che questa rotazione e adduzione esagerata durante la fase di appoggio della singola gamba poteva portare ad un aumento della tensione del banda ileotibiale (5). Questo aumento della tensione può esacerbare le tensioni di compressione della banda distale sul condilo femorale laterale che porta ai sintomi.

Valutazione

Per determinare il possibile rischio della ITBS o per identificare il potenziale motivo per cui qualcuno potrebbe aver sviluppato la sindrome, dovrebbero essere effettuate valutazioni del movimento (per esempio la valutazione dello squat su una gamba sola).
Sulla base delle suddette ricerche, una situazione caratteristica da ricercare quando si eseguono dei test identificativi della sindrome della bandelletta ileotibiale è la presenza di una rotazione all'interno delle ginocchia (rotazione interna del ginocchio e adduzione dell'anca) durante l'esecuzione dei movimenti di squat. Sarà anche importante osservare eventuali compensazioni nel piede e nella caviglia, poichè limitazioni nel movimento di  piede e caviglia possono portare a compensazioni al ginocchio e all'anca (6).
Una tipica compensazione da ricercare al piede e alla caviglia è se i piedi appiattiscono e/o ruotano all'esterno durante la valutazione (con concomitante rotazione interna del ginocchio e adduzione). Se si osservano le compensazioni di piede, ginocchio ed anca, è possibile confermare se la compensazione del ginocchio e dell'anca è dovuta alla rigidità della caviglia, eseguendo prove con i talloni elevati su un rialzo. Questa strategia pone la caviglia in una posizione di iperflessione plantare ed essenzialmente dà, all'articolazione della caviglia, più range di movimento nel corso dello squat. Se le compensazioni del ginocchio e dell'anca migliorano con i talloni elevati, allora il piede e la caviglia dovranno essere compresi nella strategia correttiva. Se le compensazioni del ginocchio e dell'anca non migliorano con i talloni elevati, allora la regione primaria per l'intervento correttivo sarà a livello dell'anca.

Strategie correttive per la sindrome della bandelletta ileotibiale

Seguendo il programma Corrective Exercise Continuum del NASM la strategia affronta i potenziali squilibri muscolari che contribuiscono alle compensazioni di movimento che portano alla ITBS. In primo luogo, inibire i muscoli che possono essere iperattivi tramite auto-massaggio miofasciale. Quando i piedi si appiattiscono/girano all’esterno e le ginocchia si muovono verso l'interno, le regioni principali da trattare con il rullo di schiuma  comprendono i polpacci (se sono state osservate compensazioni del piede), la banda ileotibiale, gli adduttori ed il tensore della fascia lata. Il rullo di schiuma è particolarmente importante nel trattamento della banda ileotibiale, poiché essa è una struttura difficile da allungare. Poi, dovrà essere eseguito stretching dei polpacci, degli adduttori e del tensore della fascia lata con stretching statico. Una volta che i muscoli iperattivi sono stati trattati, sarà opportuno stimolare i muscoli che sono scarsamente attivi ed ipotrofici. I principali obiettivi degli esercizi di potenziamento isolato sono il tibiale posteriore (se sono identificate compensazioni del piede) con sollevamenti del tallone su una gamba sola, il gluteo medio ed il grande gluteo. Infine, eseguire esercizi integrati per migliorare la sinergia muscolare per aumentare l'efficienza neuromuscolare e la qualità complessiva del movimento. Questo può essere fatto eseguendo uno squat, mantenendo i piedi con le dita allineate.

[N.d.r: il video inserito nell'articolo, anche se in lingua inglese, è molto intuitivo e quindi merita di essere guardato]

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Riferimenti

1. Hootman, J.M., R. Dick, and J. Agel. (2007). Epidemiology of collegiate injuries for 15 sports: summary and recommendations for injury prevention initiatives. Journal of Athletic Training, 42(2):311-319.
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2. Fernandez, W.G., E.E. Yard, and R.D. Comstock. (2007). Epidemiology of lower extremity injuries among U.S. high school athletes. Journal of Athletic Training, 14(7):641-645.  TORNA AL TESTO

3. Fredericson, M., & Wolf, C. (2005). Iliotibial band syndrome in runners: innovations in treatment. Sports Medicine, 35:451-459.  TORNA AL TESTO

4. Fairclough, J., Hayashi, K., Lyons, K., Bydder, G., Phillips, N., Best, T.M., & Benjamin, M. (2006). The functional anatomy of the iliotibial band during flexion and extension of the knee: implications for understanding iliotibial band syndrome. Journal of Anatomy, 208(3):309-316.  TORNA AL TESTO

5. Falvey, E., Clark R.A., Franklyn-Miller, A., Bryant, A.L., Briggs, C., & McCrory P.R. (2010). Iliotibial band syndrome: an examination of the evidence behind a number of treatment options. Scandinavian Journal of Medicine and Science in Sports, 20(4):580-587.6.  TORNA AL TESTO

 6. Bell, D.R., Padua, D.A., & Clark, M. A. (2008). Muscle strength and flexibility characteristics of people displaying excessive medial knee displacement. Archives of Physical Medicine and Rehabilitation, 89(7):1323-8.  TORNA AL TESTO

(*) By Henry Vandyke Carter - Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See "Book" section below) Bartleby.com: Gray's Anatomy, Plate 348, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=108270  TORNA AL TESTO



Tratto da: http://blog.nasm.org/fitness/it-band-syndrome-cause-and-solution-2


Si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.