22 Dic 2021
CASO DI STUDIO DELLA SINDROME ILEOTIBIALE: METTERE IN PRATICA LA RICERCA
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 22 Dicembre 2021

Caso di studio della sindrome ileotibiale: mettere in pratica la ricerca

[N.d.r.: l’articolo è presentato a titolo informativo sull’argomento.

Non è assolutamente da intendersi come una qualunque tacita convalida del contenuto da parte nostra (non siamo medici e non siamo in grado di esprimere giudizi qualificati in merito). Comunque, puoi sempre parlarne con il tuo fisioterapista. 😉
I video non fanno parte dell’articolo originale ma sono stati inseriti, a titolo illustrativo, per comprendere meglio il significato della dizione inglese degli esercizi, anche se, nel nostro linguaggio, spesso usiamo la terminologia anglosassone per riferirci ad alcuni di loro (es. squats, lunges, step).]


Scritto da Ashish Dev Gera

Io so quanto seriamente i pazienti che corrono tengono alla loro attività quando sono in agonia per l'infortunio che impedisce loro di correre, rispetto al danno fisico stesso! La sindrome della banda ileotibiale (ITB) è il secondo infortunio più comune nei corridori (dopo la PFPS - sindrome femoro-rotulea) e, negli Stati Uniti, rappresenta circa il 10% degli infortuni correlati alla corsa (1). Il dolore della ITB è molto diffuso nella popolazione che corre, con le donne che sono, rispetto agli uomini, maggiormente a rischio per sviluppare questa condizione.

L'eziologia della sindrome ITB non è ben compresa, con molti fisioterapisti che credono ancora che il dolore ITB sia una lesione da "attrito" dovuta allo slittamento e allo scivolamento della fascia ITB sul  (condilo laterale del femore) ITBS, (*) che causa infiammazione e dolore. Molti credono ancora che una "banda ileotibiale rigida" debba essere allungata, mentre altri presumono che l'ITB sia qualcosa che deve essere sottoposta a rotolamento su schiuma, massaggiata profondamente e deve essere "allentata" da questi interventi! Frustrante. La confusione ha portato una significativa popolazione di pazienti, affetti da dolore da ITB, a essere trattata senza successo.

Lo scopo di questo studio è sottolineare come la ricerca contemporanea abbia guidato e migliorato la mia capacità di trattare efficacemente il dolore della ITB.

Dolore ITB: poco studiato e frainteso?
Per i medici, per molto tempo, l'ITB è stata difficile da decifrare. L'ITB, che è piuttosto un ispessimento della fascia, è in parte muscolo, in parte legamento, in parte tendine e copre la coscia come un involucro stretto. Una parte sostanziale del muscolo del grande gluteo si inserisce nell'ITB con il tensore della fascia lata (TFL). Con attacchi al bacino e al ginocchio, corre lungo tutto il femore e si attacca fortemente al (condilo laterale del femore) ITBS (*) e poi continua sino alla rotula e si inserisce sul tubercolo di Gerdy (2).

ITB-011
(Mouse sulla figura per ingrandirla)

Nella sua recensione Tom Goom afferma:
"Si pensa che il dolore da ITB sia la causa più comune di dolore laterale al ginocchio, eppure è una patologia poco compresa e drasticamente poco studiata!" (3).

gif itbs 21In precedenza, si pensava che l'attrito provocasse l'infiammazione di una borsa anatomica, ma ora questa teoria non è supportata da prove. Si dice che sia più una lesione da compressione che da attrito. Il tessuto adiposo tra la banda IT e il femore è compresso quando il ginocchio si piega oltre i 30 gradi (zona di conflitto funzionale) che di solito si verifica all'inizio della fase intermedia del passo (3).

Sono stato sorpreso nel leggere come la recensione abbia sfidato gli approcci terapeutici comuni per la ITBS (sindrome della bandelletta ileotibiale) come lo stretching e il massaggio. Dopo aver letto la recensione, ho apprezzato il fatto che era giunto il momento, per me, di scendere dal carrozzone della ITB dello stretching e del rotolamento su schiuma, e cercare interventi attivi per caricare progressivamente l'ITB se volevo ottenere risultati clinici migliori per il mio paziente.

Il caso
La paziente era una donna di 38 anni, con un forte dolore alla parte laterale del ginocchio destro, che peggiorava scendendo le scale di casa. È stata indirizzata dal medico ortopedico locale con una diagnosi di "sindrome da frizione della bandelletta ileotibiale". Ha detto che era un'appassionata corritrice e aveva completato tre maratone all'anno, prima di avere il suo primo bambino. Ora, suo figlio ha due anni e lei ha cercato di ritornare alla corsa e si è allenata su strada perché, all'inizio del prossimo anno, voleva gareggiare in una mezza maratona.

Ha riferito che il dolore è iniziato dopo aver deciso di correre, in un fine settimana, su un sentiero in collina. Nelle due settimane successive ha notato che il dolore peggiorava. Il dolore sembrava sempre insorgere dopo circa 3 km di corsa e avvertiva il ginocchio diventare "sempre più rigido" e alla fine la costringeva a fermarsi. Gli sembrava che il suo ginocchio "schioccasse". I raggi X erano negativi.

Dopo aver visto alcuni video su Instagram e dopo alcuni esercizi prescritti da un fisioterapista che ha consultato prima di venire da me, ha fatto un po' di stretching e di rotolamento su schiuma, e ha fatto un massaggio Ayurvedico che ha aggravato i suoi sintomi. Il test muscolare manuale ha mostrato, rispetto al lato sinistro, una certa debolezza generalizzata negli abduttori dell'anca e nei rotatori esterni di destra. L'analisi del cammino ha mostrato una caduta pelvica controlaterale e un'adduzione dell'anca. La paziente ha riferito che il suo recupero è stato compromesso a causa dello stress casalingo per la cura del figlio.

A questo punto, mi stava diventando chiaro che la mancanza di una chiara comprensione della patologia, da parte dei terapeuti a cui era stata, oltre alla mancanza di istruzioni fornitele, ha portato a interventi terapeutici inefficaci che fanno più male che bene! Il mio obiettivo era fornire un programma riabilitativo strutturato che affrontasse i potenziali fattori causali, caricando progressivamente l'ITB e prevenendo che diventasse una condizione persistente.

Questo, è quando ho fatto riferimento alla recensione di Physio Network, che mi ha aiutato a gestire la condizione fornendo un approccio multifattoriale con solide opzioni di riabilitazione, piuttosto che un approccio locale.

La revisione e il trattamento
Lo studio è abbastanza chiaro nel suo messaggio di sfidare la teoria di una "ITB rigida". Menziona, che non dovremmo aggiungere più compressione a una lesione potenzialmente compressiva. Pertanto, dal processo decisionale, sono stati abbandonati i rulli di schiuma e gli stretches. La filosofia guida è diventata la necessità di costruire capacità e tolleranza ai carichi dell'ITB. Lo studio suddivide il programma riabilitativo in fasi, che ho applicato secondo il grado di recupero e risposta sintomatica.

FASE I – La fase di 'basso carico' (3x/settimana per 2 settimane)
Lo scopo di questa fase era calmare l'infortunio. Fornendo carichi ben tollerati abbiamo evitato il decondizionamento e l'insorgere di sintomi. L'obiettivo era rafforzare la muscolatura dell'anca. È stato introdotto il tapis roulant inclinato con una pendenza dell'8% [N.d.r.: per la sola camminata, come deducibile dalla fase II.]
Il programma di forza comprendeva:

  1. Side lying hip abduction (Abduzione laterale dell'anca) abduzione-gif (**);
  2. Clamshell eccentrics (Eccentrici a conchiglia);
  3. Donkey kicks (Calci d'asino); 
  4. Supine single leg bridges (Ponti da supino a gamba singola).

FASE II – Fase di carico moderato, esercizi a catena chiusa (3x/settimana per 2 settimane) 
Una volta che la paziente ha riferito che il dolore era significativamente diminuito (2/10) mentre scendeva le scale, sono passato a questa fase. Ho continuato con la camminata su tapis roulant inclinato aumentando l'inclinazione al 10% e gli esercizi sono stati eseguiti fino al cedimento.

Il programma di forza comprendeva:

  1. Forward lunges (Affondi in avanti);
  2. Step ups (glute focused) [Step up (concentrati sui glutei)];
  3. Ipsilateral hip hikes (as seen here) [Escursioni omolaterali dell'anca (come questi)];
  4. Mini squats (two legged to one legged)  [Mini squat (da due a una gamba)];
  5. Split squats (right leg placed behind) [Squat divisi (gamba destra posizionata dietro) - N.d.r.: la gamba destra è quella infortunata].

FASE III – Fase di carico pesante; introduzione alla pliometria (3x/settimana per 3 settimane)
L'obiettivo in questa fase era di lavorare sull'assorbimento della forza e sull'accumulo di energia, e aumentare la tolleranza a carichi più pesanti.

Il programma di forza comprendeva:

  1. Goblet squats (Squat con manubrio o kettlebell);
  2. Single leg squats (Squat a gamba singola);
  3. Lateral hops (Salti laterali);
  4. Agility ladder (Scala di agilità);
  5. Drop jumps (Salti in caduta);
  6. ‘Jog and stops’ on the right leg ('Correre e fermarsi' sulla gamba destra. [N.d.r.: la gamba destra è quella infortunata]).

 

Ritorno alla corsa 
Una volta che la paziente ha tollerato bene le suddette tre fasi, è stato introdotto un programma a intervalli corsa/camminata. Gli esercizi pliometrici sono stati gradualmente esclusi dal programma e sono stati dati segnali verbali per evitare di ridurre la "finestra del ginocchio" e per fare passi più ampi durante la corsa su un tapis roulant. Il volume di corsa è stato aumentato gradualmente (prima corsa su strada piana e poi in discesa).

Il risultato
La paziente ha riferito che le sue convinzioni nei confronti della lesione sono cambiate drasticamente, poiché non teme costantemente di infortunarsi nuovamente e di dover fare stretch per l'ITB. È stata in grado di correre con poco o nessun dolore per 8 km, 8 settimane dopo la nostra prima sessione. Riesce ancora a fare i suoi esercizi con carichi pesanti in modo coerente e si concentra maggiormente sul recupero e sul sonno. Al follow-up di 5 mesi, ha riferito di aver fatto corse di 15 km, in fine settimana alterni, senza dolore e ha intenzione di incorporare corse in collina nel mese successivo aumentando il suo chilometraggio del 10% ogni settimana.

Conclusione
Questa recensione mi ha aiutato ad affrontare un infortunio confuso, con una nuova prospettiva progressiva ed efficace centrata sul paziente. Sono stato in grado di formulare un solido piano di esercizi, basato sulle attuali prove disponibili, e sono riuscito a garantire, al mio paziente, un ritorno sicuro alla corsa.


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(*) By Henry Vandyke Carter - Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See "Book" section below) Bartleby.com: Gray's Anatomy, Plate 348, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=108270.
(**) Di Waglione - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4504002



Tratto da: https://www.physio-network.com/blog/itb-syndrome-case-study/


Il testo è presentato a titolo informativo sull’argomento. Non è assolutamente da intendersi come una qualunque tacita convalida del contenuto da parte nostra (non siamo in grado di esprimere giudizi qualificati in merito). Inoltre, si declina qualunque responsabilità per la presenza di eventuali errori involontariamente introdotti nel testo nella traduzione o nella trascrizione. Si precisa inoltre che il contenuto dell'articolo non sostituisce in modo alcuno ciò che è divulgato nei libri ed in bibliografia e, nel medesimo tempo, non costituisce alcun riferimento tecnico, medico e scientifico.